lunedì 16 aprile 2018

Donne e politica: 1° incontro scuola di formazione

Con il tavolo di formazione politica degli Stati Generali delle donne di Monza e Brianza, abbiamo pensato ad un ciclo di incontri di formazione politica destinati alle giovani donne.  Gli incontri saranno itineranti in Brianza, in modo da avvicinarci alle diverse realtà locali.

Obiettivi del percorso:
- comprendere e analizzare le cause delle disuguaglianze di genere nei processi di accesso alla politica.
- utilizzare gli strumenti normativi, tecnici e politici per sviluppare politiche locali con una prospettiva di genere.
- sviluppare strumenti e capacità, personali e collettive, per prendere parte ai processi decisionali con una maggiore consapevolezza.

Il primo incontro si terrà sabato 5 maggio 2018 dalle 15 alle 18 presso la sala della provincia di Monza e Brianza, a Monza in via Grigna 13.

Qui sotto il programma dettagliato. Siete tutte invitate!

venerdì 13 aprile 2018

Sen. Roberto Rampi: Presentato ddl per istituzione Commissione inchiesta su Cambridge Analytica

“E’ stato presentato ieri al Senato un disegno di legge concernente l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare per indagare sul caso “Cambridge Analytica” e accertare eventuali violazioni di dati personali di cittadini italiani funzionali a condizionare illecitamente l’esito delle diverse consultazioni elettorali o referendarie svoltesi negli ultimi anni, o comunque a manipolare indebitamente il consenso elettorale.
Anche alla luce delle dichiarazioni del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, la proposta – di cui sono primo firmatario – ha come obiettivo quello di fare chiarezza sulle presunte violazioni dei dati personali, i processi e gli attori coinvolti negli abusi, ma anche quello di accertare se sussista, in un mercato privato della sorveglianza distribuita su internet, uno spazio privo di regolamentazione e controllo che sta mettendo a repentaglio i sistemi democratici. La vicenda ha un notevole impatto anche in Italia, visto che sarebbero infatti circa ventunomila gli utenti italiani i cui dati sarebbero finiti sui server della società londinese che ha avuto accesso ai dati dell’ormai famosa app ‘my digital life’. Si tratta di una vicenda che merita l’adeguata considerazione del Parlamento italiano e che va affrontata per capire una volta per tutte le pratiche di sfruttamento dei social media come bacino dove raccogliere illegalmente dati personali per finalità politiche”. Lo dichiara il senatore del Partito Democratico Roberto Rampi.

domenica 8 aprile 2018

Harambee: per fare politica ci vuole passione

Una bella mattinata di confronto aperto quella organizzata ieri a Roma da Matteo Richetti, per provare a costruire un percorso che porterà presumibilmente verso il congresso con le primarie aperte del Partito Democratico (potete rivedere il video qui). Un'idea rinnovata di partito che si pone all'ascolto, che vuole provare a tornare ad essere comunità. Tanti i contributi di esperti come Alberto Negri, Monica Fabris, Silvia Castagna, Massimo Temporelli, Elena Bonetti e tanti gli interventi di semplici militanti del Partito Democratico che provano a raccontare i territori, le difficoltà del quotidiano, le speranze dei loro concittadini. L'invito a far salire sul palco Luca, elettore del 5 stelle che nei giorni successivi al voto aveva scritto una mail a Matteo Richetti per esprimere il suo dissenso e le motivazioni del suo voto "contro": un breve intervento quello di Luca che però dà un senso alla volontà di ascoltare e capire chi è diverso da noi e le domande degli elettori. E poi la piattaforma Harambee creata per rimanere in contatto con tutti noi e sviluppare nuove iniziative.
Un muro dove ciascuno ha potuto lasciare la propria impronta colorata
"Sono inquieto e ho paura che non siamo all'altezza di vivere questo tempo. Ho paura che diamo alla politica una statura e una dimensione non all'altezza delle esigenze che abbiamo" ci dice Matteo, con semplicità e umiltà provando a tracciare un percorso che trovi delle risposte alle richieste di rappresentanza dei cittadini. E prova ad aggiungere anche una nuova chiave di lettura sul risultato del 4 marzo: in campagna elettorale abbiamo sbagliato a rispondere alle domande degli elettori, abbiamo risposto alla domanda "che cosa abbiamo fatto per voi" continuando a raccontare i provvedimenti approvati nei 5 anni di Governo; invece molti cittadini semplici, lontani dalle logiche del potere e di partito ci stavano chiedendo semplicemente "tu dov'eri?" raccontando con le loro scelte di una lontananza, vera o percepita, della politica alta dal quotidiano delle persone, dalla crisi così sentita soprattutto in alcune aree del Paese negli ultimi 4 anni.  Un invito a non scaricarsi le responsabilità uno sull'altro e a non analizzare la situazione delicata che stiamo vivendo come partito in modo superficiale, a non permettere che vengano meno i fondamentali del ragionamento politico che è necessario fare per costruire il futuro, un futuro che continui sulla strada del riformismo ma che basi il confronto sul rispetto dell'altro che è diverso da noi.
Un momento anche per rispondere sul vincolo di mandato, uno dei temi del momento portato all'attenzione della stampa in questi ultimi giorni dal 5 stelle che propone un contratto per governare il Paese a chi ci starà: "L'unico patto che un eletto sottoscrive, di qualunque forza politica stiamo parlando, è quello di rinunciare al proprio interesse particolare in favore di quello generale, non può esserci nessun altro vincolo". Il nostro modo di fare politica, al contrario di quello di altri partiti o movimenti, è ben rappresentato proprio da questa volontà di mettere il bene comune al primo posto, e in futuro dovrà essere caratterizzato dalla volontà di tutti di ricostruire comunità e di porci come partito al fianco dei cittadini e delle loro esigenze, facendocene carico appieno e dando una visione di futuro che forse in questi ultimi mesi per molti è venuta a mancare. Prova a raccontare anche l'esperienza di comunità come era vissuta in Emilia Romagna prima della crisi del centrosinistra: "la convinzione delle persone, che non era solo convinzione ma sostanza, era di vivere in una comunità dove se ti capita di inciampare c'è qualcuno che ti sorregge e ti rimette in strada; di fronte a una difficoltà anche se la difficoltà era tua c'era qualcuno che se la poneva pur non toccandola con mano, e non si rompe una struttura di comunità così". Da qui ripartire, insieme: dal ricostruire un percorso che porti le persone a sentirsi parte attiva di una comunità, dal costruire una relazione con le persone prima di dare risposte.

mercoledì 4 aprile 2018

Diritto d'autore: quale futuro?

Il prossimo 23 aprile si celebra la 22^ edizione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, l’obiettivo di questa Giornata, nata nel 1996 e patrocinata dall’UNESCO (28 C/Resolution 3.18 del 15 novembre 1995), è quello di valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità.

A.I.D.A. - Associazione Intermediari del Diritto d’Autore - promotrice lo scorso anno, insieme all’UNESCO Giovani, di questa giornata nella splendida location nel teatrino di corte della  Villa Reale di Monza, rinnova per il 2018 il suo impegno in quelle che sono state le promesse della scorsa edizione: promuovere i nuovi creativi e i promotori di cultura, nonché proseguire il programma di sensibilizzazione a partire dalle scuole, dove nascono i futuri autori e fruitori del Diritto d’Autore; perché l’educazione civica e il rispetto della legalità, così come la tutela di ogni forma d’arte è e deve essere un diritto imprescindibile e l’unico antidoto al contrasto di disinformazione e malcostume sul tema.

570 anni fa, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, nasceva il diritto d’autore, oggi, dopo aver attraversato oltre 5 secoli di innovazione tecnologica siamo nell'era digitale, in cui è meravigliosamente semplice la divulgazione dell’arte, intesa in ogni sua forma, ma proprio per questo altrettanto terribile e pericolosa la violazione del Diritto d’Autore. Per questo è fondamentale lavorare insieme per la sua difesa a partire da sensibilizzazione e informazione costante.

Il presente e, molto probabilmente il futuro, è segnato dall'entrata in vigore del D.L. 148 del 16/10/2017 che ha modificato la precedente legge sul diritto d’autore, ovvero ha recepito la Direttiva Europea 2014/26 sulla liberalizzazione del diritto d’autore, aprendo le porte – in maniera controversa - a nuove Società di Collecting, senza scopo di lucro o governate direttamente dagli aventi diritto.
Se con questa Direttiva si cerca un’ipotetica strategia europea della cultura nell'era digitale, è altrettanto vero che non si può e non si deve prescindere dal ruolo dell’intermediario, pertanto è indispensabile che abbiano tutti chiaro che cosa sia il Diritto d’Autore, quanto lavoro c’è dietro un’opera e perché è importante difenderlo!

A.I.D.A., nasce proprio in difesa del Diritto d’Autore, e si assume tutti i giorni l’impegno di tutelare gli autori e gli editori ma anche la categoria degli intermediari stessi, perché senza la figura di un intermediario qualificato non ci sarebbe professionalità nella delicata opera di raccolta e di difesa della creatività che non può essere demandata a strategie di un mercato che difatti non è un mercato, basti pensare che proprio l’UNESCO ha dedicato a questo Diritto una Giornata di celebrazione, cosa che non sarebbe possibile per il mercato della telefonia, del gas, delle assicurazioni, etc.

INTERVERRANNO:
il Presidente della Associazione Intermediari del Diritto d'Autore dott. LUCA CERRATO
il Relatore dott. Giulio Meduri, membro AIDA esperto in Diritto d'Autore
il Senatore Roberto Rampi già membro della Commissione Cultura della Camera, fra gli estensori del D.L. 148 del 16/10/2017
Pierpaolo D'Emilio Compositore, Produttore, Editore, CEO di Groove It e Presidente del Comitato Italiano per la Difesa del Diritto d'Autore e Connessi già Produttore Esecutivo Warner Music
I componenti della band The Rock Alchemist
Antonetta Carrabs Presidente Casa della Poesia Monza
Ettore Radice Presidente Mnemosine Monza

QUANDO:
Domenica 22/04/2018 ore 15:45.

DOVE:
MONZA, Centro Storico, SALA MADDALENA, via Santa Maddalena, 7. Parcheggio a 100mt PIAZZA TRENTO E TRIESTE. 200mt dalla Stazione di Monza.

martedì 3 aprile 2018

TESTAMENTO BIOLOGICO E DAT (disposizioni anticipate di trattamento): LE DONNE DEMOCRATICHE PER MONZA INCONTRANO MATTEO MAINARDI


Le Donne Democratiche per Monza in collaborazione con l’Associazione “Luca Coscioni” organizzano un incontro sul tema “Testamento biologico e Dat”  il prossimo 15 Aprile alle ore 18,30 a Monza presso l’Urban Center, Sala Picasso.
Aderiscono alla iniziativa :
il Partito Democratico di Monza, Lombardia Progressista, Insieme e Radicali Monza e Brianza.



Le Donne Democratiche per Monza affronteranno il tema con Matteo Mainardi, autore del libro “Testamento biologico e consenso informato” e componente del direttivo dell’associazione  che da sempre si batte per la libertà di scegliere un fine vita dignitoso.
La Legge 14 Dicembre 2017 sul Biotestamento, entrata in vigore a metà Gennaio, è la prima misura nazionale attuata per evitare l’accanimento terapeutico nel rispetto della vita e si pone l’obiettivo di tutelare sia i pazienti, che le loro famiglie, che i sanitari.
Questa Legge, che  non prevede alcuna forma di eutanasia, trae origine dall’art. 32 della nostra Carta Costituzionale. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”
 
I principi base sono:
Consenso informato: tutti devono essere informati sul proprio stato di salute e nessun trattamento può essere iniziato o proseguito se privo del consenso  della persona interessata. Ognuno può accettare o rifiutare la cura o revocarne il consenso.
Dat (Disposizioni anticipate di trattamento):ogni persona maggiorenne, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, puo’ attraverso il Dat esprimere le proprie  volontà in materia di trattamenti sanitari, ossia il consenso o rifiuto su accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche e singoli trattamenti, inclusi la nutrizione ed idratazione artificiali. Inoltre il consenso puo' essere esteso alla possibilità di ricorrere,  nei casi di pazienti con prognosi infausta nel breve termine, in presenza di sofferenze refrattarie  ai trattamenti sanitari, alla sedazione profonda palliativa. Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente ed in conseguenza di ciò è esente da responsabilità civile o penale.
Pianificazione condivisa delle cure: il paziente colpito da patologia grave puo’ concordare con il medico come intervenire, quali interventi subire a fronte del progressivo avanzamento della patologia ed al venir meno delle proprie capacita’. Il documento di pianificazione delle cure viene redatto insieme da medico e paziente, ma puo’ essere modificato soltanto dal paziente stesso.
Perché abbiamo voluto affrontare  questo argomento?
Per sensibilizzare i cittadini monzesi, nel rispetto di ogni volontà ed orientamento, su questa tematica, delicata ed importante,  perchè vivere e morire con dignità è un diritto.
Per chiarire dubbi e perplessità sulle applicazioni di questa nuova legge, che finalmente fornisce gli strumenti per regolamentare la libera scelta sul fine vita.  
Per spiegare le modalità con cui operare questa scelta da un punto di vista  burocratico.

Sul sito del comune di Monza è già presente il modulo per la richiesta di deposito del testamento biologico.

L’evento è gratuito con ingresso libero, senza prenotazione.

sabato 17 marzo 2018

Intervista di Roberto Rampi a Radio Radicale sulla riforma dell'ordinamento penitenziario e sulla direzione PD


13 marzo 2018- di Giovanna Reanda  

Potete riascoltare l'intervista qui: 

https://www.radioradicale.it/scheda/535780/intervista-a-roberto-rampi-sulla-riforma-dellordinamento-penitenziario-e-sulla


G: On. Roberto Rampi, neo-eletto senatore. Ha una doppia tessera del Partito Radicale, quindi partiamo subito dalla riforma dell’ordinamento penitenziario: adesso è il momento in cui il Presidente del Consiglio deve portare in consiglio dei ministri questa riforma tanto attesa e su cui si è lavorato tanto.
R: Credo che sia assolutamente così perché credo che non si possa sprecare il lavoro importante fatto, perché credo che sia fondamentale per le condizioni delle nostre carceri che sono una condizione di democrazia e perché sono anche convinto che nel cambio di Governo e nel cambio di maggioranza parlamentare che ci sarà, consegnare quel lavoro completo possa essere utile a chi ha idee anche diverse per uscire dagli slogan e misurarsi con la concretezza. Lì c’è un risultato, un risultato che è stato costruito in maniera faticosa, anche con dei livelli di mediazione: non è l’ottimo, ma l’ottimo nel mondo non esiste. Credo che sia un dovere del Partito Democratico consegnare quel lavoro come lavoro compiuto e lascerei eventualmente ad altri non la scusa di non fare il lavoro, ma di andare a correggere ciò che ritengono, come e dove, e a quel punto sarà anche un dibattito interessante e mi piacerebbe anche farlo.
G: Ecco siamo tolleranti però il Partito Democratico queste elezioni non sono le ha vinte ma le ha perse anche male allora il clima che c'è all' interno del suo partito che c'è stata questa direzione che ha visto conto l'uscita di scena a modo suo dell'ormai dimissionario Renzi e l' apertura di una fase congressuale. Intanto che cosa che impressioni ne ha ricavato lei da questa direzione che cosa pensa che succederà dove state andando?
R: Sicuramente sul voto è evidente che quella del Pd è stata una sconfitta molto dura e anche una batosta - un termine che io non uso facilmente – lo uso perché c'è una questione di dimensioni e c'è in queste dimensioni anche la distribuzione del voto; io vengo dalla Lombardia: non è andata particolarmente bene in Lombardia ma ha dei numeri che si possono avere in un sistema democratico tripartito dove c'è la prevalenza di una forza in una elezione magari di un’altra in un altro momento. Nel centro Italia c'è ancora una certa tenuta anche se non ci sono più i numeri di una volta, e forse è anche più sensato democraticamente così; ma i voti del Partito Democratico nel Mezzogiorno non sono i voti di una normale alternanza democratica, sono i voti di una débâcle totale quindi di una necessità di ripensamento complessivo. Ma io credo questo ripensamento lo debba fare il PD in assoluto perché credo che dentro al nuovo disegno italiano ma anche mondiale. perché questo tema riguarda quanto meno tutti i Paesi occidentali, la sinistra debba darsi un nuovo orizzonte dei nuovi messaggi di nuovi contenuti. Ecco la novità positiva della direzione di ieri, io invito tutti gli ascoltatori di radio radicale perché mi permetto di dire da ascoltatore di radio radicale ed iscritto al partito transnazionale credo che siamo una comunità di persone che approfondisce e che non si ferma solo al titolo del giornale o alla notizia lanciatala relazione di Maurizio Martina ieri, sette pagine di relazione, è l' inizio di un ragionamento che comprende sia un ripensamento del partito democratico del suo modo di essere nelle sue forme e sia rispetto alla sua collocazione in un ragionamento internazionale. Io dico, prendendomi le mie responsabilità individuali, ci trovo molto della riflessione fatta nel mondo radicale in questi anni perché c'è una questione che riguarda il diritto la conoscenza cioè la questione che riguarda le forme della democrazia le modalità di costruire la rappresentanza non dando più per scontate quelle che funzionano oggi; io credo che il Partito Democratico debba partire da lì, Se invece riprendiamo a fare la discussione sui nomi, su questo nome quell' altro, le gare tra i tifosi ecco questo potrebbe davvero portarci a un esito da cui non se ne esce più perché in questi anni avremo sicuramente sbagliato dei provvedimenti ma quello che ha colpito di più è intanto la nostra litigiosità interna e poi non essere riusciti a dare un senso forte autorevole un perché all’adesione ad un campo. Invece è molto chiaro per quanto riguarda Cinque Stelle piuttosto che Lega, ovviamente molto chiaro e a mio parere molto poco condivisibile ecco.  
G: E per il dopo? Il presidente Mattarella chiede senso di responsabilità, ma un appoggio esterno poi a chi? Movimento Cinque Stelle, Centrodestra, Lega?
R: Allora io credo che la responsabilità parta intanto dal rispetto del voto dei cittadini, nel senso che qualcuno dice ho letto anche in queste ore: il PD sia rispettoso della Costituzione, non c'è il premierato, non c'è più il maggioritario, quindi i governi si costruiscono in Parlamento. Assolutamente vero, però le elezioni hanno un senso e i cittadini vanno a votare se vogliono mandare un messaggio chiaro: mi sembra che il messaggio di cambiamento , di un desiderio di voltare pagina sia la cifra di queste elezioni, quindi smentire questo messaggio sarebbe sbagliato. Io non lo so se Lega e Cinque stelle siano in grado di trovare dei punti di convergenza forti, io li vedo. Li vedo da parlamentare ma anche da appassionato di politica, da lettore li vedo molto forti e credo che la loro responsabilità sia quella di proporre una soluzione; particolarmente queste due forze. La soluzione può avere tante forme, può anche avere la forma di appoggio esterno, può anche avere la forma di un nome diverso da un altro che anche quali nomi vai a proporre per fare il Presidente Consiglio, per fare i ministri, quali programmi sono tutti in discussione. Il PD non ha intenzione né di chiudersi in un angolo e dire non parliamo più con nessuno e neanche di fare non lo so quelli arrabbiati che viste le offese subite, viste le parole dette, che sono gravissime e quindi fa un po' specie insomma che oggi qualcuno chieda il nostro appoggio, però fa parte della politica io la considero una vittoria forse hanno capito che con qualcuno devono parlare. Ecco la dico così: quando i miei colleghi Luigi Di Maio e il mio ex collega Di Battista dicono “adesso dovete parlare con noi” lo dico no, voi dovete parlare con qualcuno, perché in questi anni avete deciso di non parlare con nessuno e qui dentro si potevano fare tante cose migliori se voi aveste parlato con qualcuno.  Adesso mi sa che dovete uscire da solipsismo e parlare con qualcuno.