mercoledì 2 agosto 2017

Metro a Vimercate: al via lo studio di fattibilità


Settimana scorsa insieme a Regione Lombardia, Comune di Milano e Comuni coinvolti (Brugherio, Agrate, Carugate, Concorezzo e Vimercate) è stato suddiviso il costo dello studio di fattibilità, preparando un accordo che dovrà essere approvato dalle amministrazione coinvolte entro settembre, in modo che lo studio, che sarà preparato da Metropolitana Milanese, sia disponibile entro i successivi otto / dieci mesi. A quel punto avremo la scelta definitiva del percorso per arrivare al collegamento, e partirà la fase successiva di progettazione definitiva e finanziamento dell'opera.
I cinque scenari possibili sono: 
1) rivisitazione del precedente progetto definitivo della metropolitana 
2) attivazione di un servizio solo su gomma 
3) istituzione di un bus rapid transit con corsie preferenziali dedicate 4) realizzazione di una metrotranvia 
5) prolungamento della metropolitana con un diverso tracciato rispetto a quello precedentemente ipotizzato.
Aggiungo link ad articolo de Il Cittadino: 
 http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/rampi-pd-la-linea-2-della-metropolitana-in-brianza-il-progetto-riparte_1245013_11/ e per chi vuole, sul Giornale di Vimercate uscito ieri martedì 1 agosto c'è uno speciale sul tema con le interviste ai sindaci del nostro territorio. 
Vi ricordo che è gradito ogni vostro contributo sui social media con hashtag #metroavime volto a raccontare i disagi dei pendolari e come migliorerebbe la vostra routine quotidiana grazie ad un trasporto più rapido ed efficiente da o verso Milano.
Continuate comunque a firmare la petizione sia online:
 https://www.change.org/p/regione-lombardia-portate-la-metropolitana-a-vimercate-metroavime che negli esercizi commerciali di Vimercate e Brianza che aderiscono:

• bar Vittorio, via Cremagnani 1, Vimercate; 
• cartoleria Nuova Orefra, via Ronchi 11/D, Vimercate; 
• parrucchiera Miriam, via De Gasperi 24 Oreno ; 
• bar Teatro, via Garibaldi 30, Vimercate; 
• la Bottega delle S, via P. Colombo 5, Vimercate; 
• Arci Banfi sopra il bar Locomotiva, piazza Marconi 7, Vimercate;
• bar Paren, via Matteotti, Agrate Brianza;
• abbigliamento Le fantasie di Livilla, via Concordia 9, Mezzago;
• bar Lullaby, piazza Castello, Sulbiate;
• bar Toti, piazza Toti 10, Burago; 
• bar Un pensiero, via santa Maria Molgora 4, Burago;
• Solo natura, via Alessandro Manzoni 19, Concorezzo;
• Pit Stop gommista, via Guido Rossa, Concorezzo.


mercoledì 12 luglio 2017

RADIO RADICALE: Filodiretto con Roberto Rampi a cura di Enrico Salvatori

sabato 1 luglio 2017

Assemblea dei circoli: incontrare, costruire, approfondire giorno dopo giorno

"Loro distruggeranno, noi costruiremo.
 Loro insulteranno, noi studieremo.
 Loro spaventeranno, noi aiuteremo."


La due giorni del forum nazionale del Partito Democratico è stata un momento di confronto intenso e che ha certamente contribuito a dettare le linee programmatiche per il lavoro dei prossimi mesi della nostra comunità. Un Matteo Renzi nuovamente energico, che sa trasmettere speranza. Una comunità solida che crede fermamente nel futuro e nel cambiamento. Che vuole provare a portare avanti un percorso diverso, più inclusivo e una comunicazione pensata per veicolare al meglio i contenuti e per uscire dalla bolla autoreferenziale in cui spesso rimangono i nostri post, le nostre riflessioni, i nostri articoli.
"Non ho nostalgia dei tavoloni con dodici sigle di alleanze che si chiamavano Unione e pensavano a parlarsi male addosso e c’era chi diceva sì e poi andava in piazza contro il governo".
Uno dei pezzi più applauditi del nostro segretario parte dal rifiuto della nostalgia del passato per lasciare il posto alla speranza e al futuro: un passaggio chiave che si tenta di portare a termine da 4 anni ma senza mai arrivare al suo completamento. Perché no, la nostalgia non può e non deve essere il paradigma della politica: la politica deve costruire progetti, portarli avanti, confrontarsi con la realtà e misurarsi quotidianamente con il cambiamento per interpretarlo, per aiutare e guidare i cittadini nell'essere parte attiva del cambiamento.
Ho molto apprezzato l'ampio spazio dato a Lucia Annibali, donna coraggiosa che ogni giorno coesiste con la sua sofferenza e che si è tuttavia trasformata negli anni in una persona che sa trasmettere speranza. E poi tanto altro: lo ius soli raccontato dallo sguardo sorridente di Insaf Dimassi una ragazza di 20 anni - in Italia da quando aveva 9 mesi - che studia scienze politiche e che ancora non ha ottenuto la cittadinanza, Mauro Berruto e le bellissime storie di tenacia e impegno che ci ha riportato, e un giro per l'Italia del nostro segretario in autunno per mettersi all'ascolto dei territori e delle loro peculiarità.  Una mattinata dedicata ad interventi autorevoli ma anche una serata tematica con gruppi di lavoro specifici e in cui abbiamo avuto la possibilità di confrontarci su ciò che sarà al centro del lavoro del partito sul territorio nei prossimi mesi: dalla militanza alla comunicazione, dallo spazio dedicato agli amministratori locali alle priorità da portare avanti per garantire ai giovani di avere pieno accesso alla vita del Paese: casa, lavoro, mamme. Di questo ci vogliamo fare carico come partito democratico, di favorire l'inclusione e l'occupazione, di aiutare i nostri giovani e meno giovani a trasformare i loro sogni in progetti concreti, di continuare a spiegare con pazienza la complessità di ciò a cui i nostri rappresentanti lavorano giorno dopo giorno, e che ogni semplificazione è una truffa.

lunedì 26 giugno 2017

Interpretare i bisogni dei cittadini: una necessità da cui ripartire


Definirla o no sconfitta generale non è una questione di punti di vista, ma più che altro di significato delle parole in lingua italiana. Leggo da stamattina analisi più o meno autorevoli e più o meno consapevoli sul perché abbiamo perso in alcune città chiave, in altre considerate roccaforti rosse e anche dove per 5 anni avevamo ben amministrato ma "raccontato male" il lavoro svolto. Trovo tuttavia che siano mancati due elementi fondamentali in questa campagna elettorale e nel modo in cui il centrosinistra ha affrontato queste amministrative: l'ascolto dei cittadini e dei loro bisogni e delle loro paure e la capacità delle nostre classi dirigenti di farsene carico. 

Ascolto della percezione di insicurezza dei cittadini, penso a Sesto San Giovanni, ex "stalingrado d'Italia" dove le fabbriche non ci sono più e per spiegare ai cittadini che gli stranieri che popolano le periferie milanesi non stanno facendo concorrenza sleale nel nostro mercato del lavoro serve molto più di una campagna elettorale: serve un lavoro concreto di presa in carico delle paure dei cittadini, del loro bisogno di inclusione, serve che chi ricopre cariche istituzionali provi a capirne i bisogni e trovare strade nuove per andare incontro a quei bisogni, non denigrandoli a capricci di serie B. Occorre un lavoro di integrazione sul lungo periodo, che non può essere fatto solo pochi mesi prima del voto e un cambio di rotta per quanto riguarda il linguaggio di alcuni esponenti delle istituzioni verso i cittadini. 
Un investimento in cultura e in tutto ciò che fa sì che i cittadini possano vedere nel cambiamento un'opportunità, e mettersi in gioco essi stessi partecipando attivamente alla res publica.
Leggo con stupore alcuni che scrivono che il problema sarebbe Matteo Renzi: il nostro segretario che in questi mesi di campagna elettorale è rimasto defilato, come gli era stato suggerito in seguito alla sconfitta del referendum. Il nostro segretario che voleva, fin dal 2012, rottamare la classe dirigente che invece sui territori è rimasta e ha scelto tutto: i candidati sindaco, gli schemi da seguire, le persone da mettere nelle liste per il consiglio comunale e quelle che avrebbero o no fatto gli assessori successivamente, il tutto basato sulle correnti e non sulla meritocrazia, ma soprattutto una classe dirigente del partito che spesso ha finto di avvicinarsi alla passione politica di Matteo Renzi per poi continuare sul territorio a portare avanti vecchi schemi e vecchie logiche, di fatto vanificando il tentativo della nostra generazione di portare più Europa e più cambiamento nel quotidiano. 
Come possiamo chiedere ai cittadini di vedere positività nel cambiamento economico-sociale in atto e di essere essi stessi parte attiva del cambiamento, se la frase più ricorrente all'interno del partito è "si è sempre fatto così"? 
Un partito che non sa avvicinare le persone, e che dopo le sconfitte tende a mantenere nei posti ai vertici le stesse persone che quelle sconfitte hanno contribuito a causarle, nel vano tentativo di non ferire l'orgoglio di chi ha perso, di ricompattare il gruppo intorno agli sconfitti. Alcuni candidati sindaco forse non erano giusti per quella realtà locale, va detto, ma il candidato sindaco non è tutto nella campagna elettorale c'è un gruppo di lavoro e soprattutto c'è una scelta che viene fatta a monte: l'anno scorso a Milano Pisapia non si è ricandidato, di fatto aprendo le porte a Sala, dato per possibile vincente. L'abitudine a ricandidare il sindaco uscente non è sempre una buona pratica e soprattutto non è un obbligo sociale a cui non si può sfuggire. 
Anche i complimenti pro-forma e i ringraziamenti a chi ha rovinosamente perso, li terrei in privato da parte degli amici: scrivere in pubblico a chi ha perso "grazie di tutto avete dato il massimo / da voi ho imparato moltissimo / poteva andare meglio ma non è colpa tua", letto da un cittadino qualunque suona come "per fare politica bisogna per forza essere finti quindi la politica è lontana da me, è altro da me".

mercoledì 21 giugno 2017

Proposta di legge C. 2950 su imprese culturali e creative: a che punto siamo?


Venerdì 23 Giugno alle ore 15 ad ArtLab 17 Milano ci sarà un incontro in cui verrà presentato un aggiornamento sulla proposta di legge sulle imprese culturali e sullo stato di avanzamento del suo iter parlamentare, in coerenza con il percorso intrapreso lo scorso anno con l’audizione della Commissione Cultura a Mantova. Interviene l'onorevole Roberto Rampi, membro della VII Commissione Cultura alla Camera dei deputati. 

martedì 20 giugno 2017

I cambiamenti per le aree naturali protette: una nuova governance condivisa per interpretare meglio le esigenze nel territorio

L'Italia ha un patrimonio paesaggistico inestimabile, la cui valorizzazione sarà maggiormente favorita con il provvedimento approvato oggi alla Camera - che ritornerà al Senato per l'approvazione definitiva - in cui si introduce una sintesi tra tutela della natura e sviluppo sostenibile. Il provvedimento riguarda i parchi nazionali, i parchi naturali regionali, le riserve naturali e le aree protette marine, inserite in un sistema nazionale delle aree naturali protette.
I parchi e l'ambiente non più come elemento residuale ma come chiave di sviluppo e rilancio dell'economia su basi nuove: con questo disegno di legge si vuole andare a semplificare la gestione dei parchi e garantirne una maggiore operatività organizzativa.

Tra le modifiche introdotte nel corso dell'esame in Commissione alla Camera, l'istituzione di un Piano nazionale triennale di sistema: uno strumento di programmazione che a partire dal 2018 per 3 anni porterà 30 milioni di € di finanziamenti al settore. 

Viene modificata la norma sulla scelta del direttore del parco: dovrà essere un amministratore preparato e dotato di qualità professionali ben definite, scelto da Regioni e Province coinvolte sulla base di tre nomi proposti dal Ministero dell'Ambiente. 
Si introduce nella normativa vigente una maggiore serietà nella scelta del consiglio direttivo, che sarà costituito da una rappresentanza ministero ambiente, associazioni più rilevanti nel campo dell'agricoltura e della pesca. Proprio negli emendamenti introdotti alla Camera si è riconfermato il numero di 8 componenti per il consiglio direttivo, mentre nella versione della legge uscita dal Senato era previsto un numero variabile.

La tutela ambientale del territorio è imprescindibile, ma favorire lo sviluppo armonico dell'indotto è comunque importante, per questo si è trovato un punto di mediazione tra la tutela dell'ambiente e la possibilità di sviluppo delle attività antropiche legate alla natura, per meglio valorizzare la biodiversità ma anche l'agricoltura e si dà nuovo spazio alla promozione della green economy, un settore che può portare a nuovi occupati.
Vengono inoltre attribuite all'ISPRA le funzioni di supporto tecnico-scientifico, nonché di monitoraggio e controllo ambientali e di ricerca, in materia di aree naturali protette, biodiversità e protezione dell'ambiente marino e costiero.

La riforma della legge che aveva istituito le aree protette (394/1991) era necessaria non solo per correggere quei difetti strutturali che si sono evidenziati nel corso degli anni nella concretezza dell'applicazione quotidiana di tali norme, ma anche per adeguarsi alle normative europee. Si chiede inoltre al Ministero dell'Ambiente di individuare, d'intesa con l'Europa, le modalità per portare avanti al meglio il progetto APE (Appennino Parco d'Europa).

Grazie a questa nuova normativa, assistiamo ad una nuova impostazione nella gestione dei parchi basata sul dialogo nel territorio con gli enti locali: un'interazione costante tra le parti per superare la diffidenza e le conflittualità tra comuni ed enti-parco, l'interpretazione concreta della necessità di creare un circolo virtuoso positivo in cui tutti gli attori coinvolti siano protagonisti di un nuovo modo di considerare le diverse aree protette: in una prospettiva unitaria e di insieme, con l'intento di far emergere le energie migliori del settore. 

Nelle Aree Marine Protette saranno precluse nuove estrazioni - con estensione del divieto alle "aree contigue" al parco, è ed previsto un incentivo a realizzare i piani paesistici che dal 1985 in poi poche Regioni sono riuscite ad attuare.

lunedì 19 giugno 2017

Programma della Festa de l'Unità di VIMERCATE che inizia settimana prossima.



DIBATTITI POLITICI:
mercoledì 28 giugno ore 21:
"Nuovi sviluppi per la politica locale" con:
Mariasole Mascia, Davide Nicolussi e Elena Allevi

giovedì 29 giugno ore 18.30:
"Il trasporto pubblico locale e la M2" con:
Enrico Brambilla, consigliere regionale
Marco Granelli, assessore ai trasporti del Comune di Milano
Pietro Virtuani, segretario del PD di Monza e Brianza e consigliere provinciale
dibattito a tutto campo sul futuro del tpl e sulle prospettive per il prolungamento della linea verde della metropolitana da Cologno Nord a Vimercate e le sue possibilità alternative, condotto dal giornalista del Giornale Di Vimercate Lorenzo Teruzzi
venerdì 30 giugno ore 18.30:
"costruiamo ponti, abbattiamo i muri"
dibattito sul tema integrazione con:
Mohamed BA, attore
Jamila Abouri, assessora alle politiche sociali del Comune di Bernareggio e membro della segreteria provinciale della Federazione Pd Monza E Brianza
Mazen Hussein, responsabile provinciale dei Giovani Musulmani d'Italia - Monza.
giovedì 6 luglio ore 18.30:
"Il lavoro nel mondo che cambia: nuove opportunità, nuovi diritti"
con:
on. Chiara Gribaudo, in Commissione lavoro alla Camera dei deputati e Matteo Villa, CGIL
venerdì 7 luglio ore 18.30:
"L'Europa: il nostro presente, il nostro futuro" con: l'europarlamentare on. Brando Benifei, on. Roberto Rampi e un rappresentante del Ciessevi Milano

MUSICA E INTRATTENIMENTO
venerdì 30 ore 21.30 Il Portone, canto popolare
sabato 1 luglio ore 21.30 Senza Patria (Nomadi tribute band)
domenica 2 luglio pomeriggio musica e balli country a partire dalle ore 17
Nelle altre serate musica dal vivo e/o dj-set organizzati grazie Al Basell
Venerdì 7 ore 21 IADT - In Attesa Di Trasferimento -
Sabato 8 ore 21 BLUES ENSEMBLE quartetto blues
Domenica 9
ore 17 GNA cover rock 
ore 21 NO NAME cover rock
Tutte le sere ricca cucina casereccia!

giovedì 1 giugno 2017

La comunicazione democratica ieri, oggi e domani

Dopo la sconfitta referendaria, non si è mai smesso di parlare della comunicazione del Partito Democratico. Del modo in cui raccontiamo ciò che è stato fatto e ciò che vorremmo fare, attraverso i social ma anche nel dialogo quotidiano e offline con i nostri conoscenti.
La narrazione che abbiamo creato, in questi anni, ha certamente avuto qualche problema: non arrivava a tutti. Il lavoro politico non è sempre e solo campagna elettorale, è anche il lavoro quotidiano dei nostri parlamentari, le buone pratiche delle nostre amministrazioni locali, l'impegno quotidiano dei militanti e degli iscritti ai circoli. Circoli che dovrebbero tornare ad essere laboratori di idee, e invece spesso sono piccoli gruppi di anziani che si conoscono da una vita e che chiudono le porte a chiunque si avvicini non in qualità di "figlio di".
Spesso i sostenitori di Matteo Renzi hanno trovato più spazio online per lo scambio di idee, punti di vista, per un semplice confronto di opinioni. Il rischio tuttavia della comunicazione tramite i social è quello di non arrivare a tutti, e di essere troppo aggressiva.
Un messaggio dovrebbe essere veicolato in modo da essere compreso dall'interlocutore, e Facebook ci mette di fronte in contemporanea ad interlocutori diversi: questo ci porta alla difficoltà di non sapere mai se scrivere come se stessimo parlando ad una persona semplice, piuttosto che scrivere in modo serio ed argomentato.
Nell'incontro diretto con gli altri, abbiamo a disposizione molti strumenti del linguaggio non verbale: gesti, sguardi, vicinanza, contesto etc. Questi strumenti mancano nella comunicazione scritta, che tuttavia si è aperta davvero a chiunque negli ultimi anni. Nello scrivere ci rivolgiamo principalmente a sconosciuti, di cui non sappiamo molto e di cui non conosciamo la preparazione politica e gli strumenti culturali che hanno a disposizione, e il messaggio che vogliamo veicolare inevitabilmente non può andar bene a tutti: chi ha una cultura politica troverà probabilmente superficiali post, articoli, punti di vista espressi in modo troppo semplice e d'altra parte scrivendo post troppo lunghi si rischia di annoiare chi è stanco, abituato a slogan pubblicitari e magari è in piedi in metropolitana con lo smartphone in mano che scorre nervosamente la home di Facebook, senza avere le enegie per prestare un'attenzione maggiore a ciò che legge.
Un video su Facebook viene visto in media per 10-20 secondi, e lo storytelling diventa visual per attirare l'attenzione sempre più attraverso le immagini e sempre meno attraverso l'approfondimento dei contenuti.
Un vantaggio per l'utente disattento e sporadico del web, che percepisce come immediatamente fruibili anche materie complesse, ma un enorme handicap per chi cerca di capire e vorrebbe conoscere. Dove troviamo il punto d'equilibrio? Come andiamo incontro al nativo digitale di 16 anni ed insieme al pensionato, al docente e al muratore? E' necessario che il racconto di ciò che la buona politica sa fare per il Paese arrivi a tutti, ma non è facile certamente trovare il punto di equilibrio tra un eccesso di semplificazione e un modo di scrivere troppo serio e poco accattivamente.
Una strada può essere quella di diversificare: diversificare la comunicazione in base al target, e destinare quindi i messaggi giusti alle persone che possono comprenderli. Senza nessuna pretesa di arrivare a tutti nello stesso modo e con gli stessi identici contenuti. Rimane molto difficile, nel fare questa scelta, essere certi di non incontrare l'interlocutore non adatto e dobbiamo quindi essere sempre aperti alla possibilità di ricevere critiche da chi avrebbe preferito l'altra modalità comunicativa.
Un altro passo da fare, certamente, è quello di costruire ogni singolo messaggio (visual o semplice testo che sia) in modo da permettere un'interattività e considerare l'interattività come parte della comunicazione stessa: i commenti spesso generano infinite conversazioni che presto degenerano in insulti reciproci tra persone che partono da presupposti totalmente diversi e non intendono muoversi di un millimetro dal punto dove sono arroccati. Senza una mediazione non c'è incontro con l'altro, senza incontro non c'è politica.
Nell'impostare i messaggi e il dialogo, mettiamo l'altro al primo posto e anche se l'altro non è esattamente il nostro target, spendiamo un minuto in più a spiegare: certamente non potremo convincere chi la pensa in modo totalmente opposto, ma ci sono centinaia di persone che leggono e che non interagiscono attivamente, ma ascoltano i ragionamenti e le argomentazioni:  avere argomentazioni deboli non fa bene se si vuole trasmettere la propria passione politica ma anche i contenuti. Non fa bene al Partito Democratico, alla possibilità di arrivare a tutti con il suo racconto del lavoro svolto e con il suo progetto di futuro. Il mio invito per il futuro è di puntare alla mente delle persone, non alla pancia, e solo laddove la mente non è pronta andare verso la sintesi e un minimo di semplificazione resa necessaria dal contesto. Non il contrario. Non partiamo dalla semplificazione per poi delegare l'approfondimento ai soli che hanno le basi per farlo, perché quelli in grado di approfondire altrimenti saranno troppo pochi per arrivare a tutto il Paese, e soprattutto per arrivarci nei tempi stretti di una campagna elettorale.  

giovedì 25 maggio 2017

Il TAR del Lazio decide al posto del ministro? ecco l'opinione dell'on. Roberto Rampi



G: Onorevole Rampi, il TAR del Lazio ha dichiarato la decadenza per 5 dei nuovi direttori in una delle cause perché si tratta di stranieri, anche se tra quelli che decadono uno solo lo è. Il ministro Franceschini è infuriato. Che cosa possiamo dire?

R: Ovviamente le sentenze si rispettano ci mancherebbe altro, è lo stato di diritto. Però lascia veramente sconcertati il fatto che in questo Paese si faccia davvero fatica ad introdurre non solo qualcosa di nuovo, ma qualche cosa di necessario, di giusto, di logico direi. Qui c’è un nodo fondamentale: noi abbiamo un grande patrimonio; questo patrimonio è patrimonio dell’umanità, è di tutti. E noi abbiam bisogno di prendere del mondo le figure migliori. Questo fatto che si debba discutere ed eventualmente trovare persino degli elementi legali per dire che una figura che non è cittadina italiana non debba occuparsi di qualche cosa come, che so, i Bronzi di Riace perché sono italiani … io non credo che siano italiani, appartengono al mondo. E’ pieno di direttori di musei italiani in tutto il mondo, è questa la cosa che preoccupa. E preoccupa nel momento in cui i dati ci dicono che c’è un ritorno per fortuna di persone che frequentano i musei, che c’è un ritorno di attenzione all’Italia, che il valore di quello che qualcuno chiama soft power - che secondo me è molto più che soft – cioè il valore della nostra cultura, della nostra storia, della nostra tradizione e del nostro valore artistico che tra qualche giorno vedremo a Taormina come un elemento chiave, viene danneggiato da un passaggio che se io vado a raccontarlo a un inglese, a un tedesco, a un australiano, non riesce a capirlo. Che cosa gli dico? Gli dico che un tribunale amministrativo ha bloccato una scelta di un ministro. Io mi prendo la mia responsabilità nell’ultima cosa che le dico, una responsabilità che mi prendo solo io e che non riguarda i ministri, i sottosegretari, nessuno: io sono per la discrezionalità della politica. Sono perché la politica faccia le sue scelte e si prenda le sue responsabilità, scelga le persone migliori, e se le persone migliori sono davvero tali faranno un buon lavoro e alla fine i cittadini lo giudicheranno. Ecco credo che su questo forse questa occasione ci debba dare una spinta in più per fare una riflessione.

G: Questi 5 direttori decadono ma il Ministero ha annunciato naturalmente ricorso al Consiglio di Stato.


R: Questo mi sembra il minimo, tra l’altro è già successo su altre sentenze c’è stata una vicenda abbastanza simile che riguardava i teatri italiani. Il Consiglio di Stato farà il suo lavoro liberamente. Però anche qui che cosa bisogna sperare? Uno spera che il Consiglio di Stato ribalti la sentenza? Certo sarebbe un’ottima cosa, però alla fine avremmo una vacatio inutile e una figura oggettivamente mondiale che non farà bene a questo Paese


domenica 30 aprile 2017

Ora avanti insieme con Matteo Renzi

Oggi un bel risultato, collettivo e frutto di un impegno a lungo termine di tanti che ci hanno creduto. Di chi ha pensato già nel 2012 "il futuro è adesso" e poi è passato dal "ritenta, sarai più fortunato". E da chi prima non era convinto, temeva la personalità forte di Matteo Renzi e voleva in qualche modo fermare il cambiamento. Da domani si riparte da qui, da 2/3 che ci credono, si riparte dalle riforme e da quel Paese che mette al centro cultura, Europa e giovani, si riparte insieme da un partito democratico che desidera con forza essere attore del cambiamento in atto nella società tutta e non subirlo in modo passivo. Una bella giornata, una bellissima vittoria, che dà un senso alla strada che stiamo facendo: una strada che ora deve portarci dall'entusiasmo al lavoro costante e quotidiano per andare a formare il consenso anche laddove è meno solido, anche dove ci sono perplessità e dubbi. Oggi ci accompagna la forza dell'esperienza e di questi anni in cui Matteo Renzi si è misurato con l'attività di Governo e può quindi continuare con maggiore consapevolezza, e con una comunità più ampia, meno sprovveduta, più corale.  #passodopopasso funziona.

lunedì 24 aprile 2017

In cammino con Macron

La scelta che ha davanti la Francia nelle prossime due settimane è tra costruire e distruggere, tra testa e pancia, tra apertura e chiusura. Il risultato bassissimo dell'estrema destra nella multietnica Parigi (5%) ci riporta ancora una volta al contrasto tra le grandi realtà cittadine dove il contatto con il diverso è continuo, costante, quotidiano e i piccoli paesi dove c'è una maggiore volontà di circondarsi di muri. Di confini. Credo e spero che prevalga la testa, la speranza, l'ottimismo e soprattutto l'Europa: la nostra Europa che è l' insieme di tanti Paesi, da soli piccoli e insignificanti, ma insieme forti di una cultura plurale e unitaria. Un blocco occidentale che ha imparato dopo le violenze di due guerre mondiali prima a coesistere e poi ad amarsi mettendo, mattoncino dopo mattoncino, le basi per una grande casa comune, democratica, solidale, aperta ed economicamente molto più stabile di quanto non lo possano essere le piccole realtà locali. L'Unione fa la forza e fa la differenza per questo nostro futuro incerto. Ci fidiamo della Francia perché è la culla della democrazia e perché vogliamo ripartire insieme per migliorare l'Europa che è parte della nostra identità. Investiamo sulla speranza, e sul futuro, sull'ottimismo e non sulla rabbia. 


giovedì 30 marzo 2017

Con il Partito Democratico la cultura riparte


È innegabile che in questi anni di lavoro del Governo Renzi e del Parlamento vi sia stata un’inversione di rotta in ambito culturale. Dopo anni bui, in cui la cultura era considerata la cenerentola degli investimenti – quando non un costo vero e proprio – finalmente si è tornati ad investire: Art Bonus, bonus 18app, il cinema del mercoledì a 2 €, i musei statali gratuiti la prima domenica del mese, le assunzioni al Mibact. Tutti provvedimenti che tracciano un percorso di medio-lungo periodo che guarda alla cultura come motore del Paese, come base della democrazia.

Mozione Renzi-Martina: la cultura al centro

Nella mozione congressuale a sostegno di Matteo Renzi ho ritrovato l’intenzione chiara e viva di continuare su questa strada: una strada che guarda al futuro dell’Italia come un futuro in cui i beni, ma anche le attività culturali, sono al centro dello sviluppo sociale ed economico. Un futuro aperto al turismo e all’incontro con l’altro, all’identità che è prima di tutto cambiamento, mettersi in gioco. Ho ritrovato un’idea di cultura come strumento di crescita personale, come mezzo per trovare nuove soluzioni ai problemi, perché sempre più cittadini sviluppino la capacità di pensare in modo nuovo e sappiano essere interpreti attivi del cambiamento.

Contro la povertà educativa

In cammino per la cultura dunque, in un’ottica che certamente deve essere europea: è necessario togliere gli investimenti in cultura e ricerca dalle regole di bilancio, in sinergia con l’Europa, ed è indispensabile che si combatta la povertà educativa di alcune aree d’Italia in particolare attraverso un lavoro comune europeo, volto a far sì che le nuove generazioni crescano sempre più in un’ottica di cittadinanza europea e abbiano nuove opportunità di allargare i propri orizzonti.

Investire in cultura per non lasciare indietro nessuno

Perché – a differenza di quanto sostenuto da tanti che criticano l’operato del Partito Democratico di questi anni – sono convinta che per non lasciare indietro nessuno, in questa delicata fase storica, la strada da percorrere sia proprio questa: investire in cultura, credere nell’Europa, e combattere insieme il populismo. Dare a quanti più cittadini possibile, indipendentemente dalla classe sociale a cui appartengono, gli strumenti culturali per interpretare la complessità, dare loro gli stimoli per sviluppare curiosità e la capacità di cambiare punto di vista, affinché possano compiere scelte più consapevoli e mettere sempre in discussione ciò che altre forze politiche, in modo poco democratico, cercando di trasmettere come verità assolute.

martedì 28 marzo 2017

Workshop: Merate del Futuro, per una città condivisa

Prendersi cura dei Beni Comuni per costruire comunità e liberare energie - sabato 1 aprile a partire dalle 9 c/o sala civica F.lli Cernuschi, viale Lombardia 14 

L’evento, che si svolgerà nell’intera giornata di sabato a partire dalle ore 9 alle ore 16.30 è organizzato dal Circolo PD di Merate con la partecipazione di numerosi relatori, sarà suddiviso in due “tavoli di lavoro” :
1) la mattinata avrà come argomento “Cittadinanza attiva”
2) il pomeriggio “Cultura e territorio volano dell’economia“.

Le motivazioni che hanno indotto il Circolo PD di Merate ad organizzare questo specifico momento di incontro sono da ricercare nel particolare momento storico che stiamo vivendo, in cui la politica sembra aver perso le sue peculiari funzioni, in una società in profonda trasformazione.
Negli ultimi anni, complice anche la crisi internazionale, si parla sempre di più di società “liquida “, in cui alcuni valori e ideali, dati per scontati dalle generazioni nate nel dopoguerra appartenenti alla cosiddetta società “solida”, sono ormai diventati obsoleti ed estranei ai tempi moderni. Quindi crisi delle ideologie e della “vecchia” politica, ovvero quale potrà essere una nuova politica? L’alternativa è l’antipolitica e ciò che ne consegue in termini di populismo e affermazione di estremismi.

Programma:
ore 9.00-9.15 apertura e accoglienza partecipanti
Luciano Ballabio - moderatore del workshop
Enrico Mazzucchelli - segretario del PD Merate
Fausto Crimella - segretario provinciale federazione provinciale PD Lecco
Patrizia Riva - presentazione del workshop

UNA POLITICA PER LA POLIS con on. Gianmario Fragomeli, parlamentare PD
CITTADINANZA ATTIVA COME NUOVA FORMA DI PARTECIPAZIONE POLITICA con Giovanni Moro, presidente di Fondaca e docente di sociologia politica all'Università Gregoriana di Roma
AMMINISTRAZIONE PARTECIPATA: L'ESPERIENZA DEL COMUNE DI SAN DONATO MILANESE con Gianfranco Ginelli assessore del comune di San Donato Milanese
URBANISTICA CONDIVISA NELLA CITTA' DI MILANO con Alessandro Balducci, docente di pianificazione e politiche urbane al Politecnico di Milano
ESPERIENZA POLITICA, PARTECIPAZIONE E CULTURA con Virginio Brivio, sindaco di Lecco

SEGUE DIBATTITO
ore 12.45-14.00 BUFFET

LA BELLEZZA COME OPPORTUNITA' DI CRESCITA SOSTENIBILE DEL TERRITORIO, con on. Veronica Tentori, parlamentare del Partito Democratico
RIGENERAZIONE URBANA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO: PARADIGMI POSSIBILI con Laura Visigalli, architetto
VISIONE, CULTURA E TURISMO con Simona Piazza assessora alla cultura del Comune di Lecco
CULTURA E TERRITORIO, UN VOLANO PER L'ECONOMIA
con on. Roberto Rampi, parlamentare in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati

SEGUE DIBATTITO CON LA CITTADINANZA, I COMITATI, LE ASSOCIAZIONI CULTURALI E DI VOLONTARIATO

ore 16.30 chiusura con Alessandro Alfieri, segretario regionale del PD Lombardia



L’antidoto all’antipolitica è la politica.
E questo laboratorio di idee, assieme a voi, è una grande soluzione comune!
Vi aspettiamo numerosi e carichi di idee!

Per info:
pdmerate@gmail.com

Evento promosso da:
Circolo PD Merate - www.facebook.com/PDMerate

con la collaborazione di:
Circolo GD Merate - www.facebook.com/GDMerate

mercoledì 22 marzo 2017

Londra

L'arma più potente del terrorismo oggi è l'uomo stesso. Il/gli assalitori di oggi a Londra avevano una macchina e un coltello, nulla di costruito. Penso alla donna che camminava su quel ponte: la sua vita, la sua storia, una passeggiata pomeridiana sul ponte della sua città, forse una città dove era arrivata a fatica magari per lavoro o forse no, una turista. Una persona che cammina tranquilla ed improvvisamente si trova a terra senza vita. Penso alla guardia fuori da Westminster che oggi si è recata al lavoro come ogni giorno e se ne stava lì in piedi, tranquillo nella sua routine quotidiana pensando alla cena della sera​ o alle prossime vacanze, e si è trovato accoltellato all'improvviso. Ma è umanamente terribile anche pensare all'agente di polizia che in pochi secondi si è trovato ad utilizzare l'arma che aveva in mano da sempre e che da oggi per tutta la vita avrà sulla coscienza un uomo. La violenza del terrorismo in questi ultimi anni sta cambiando le vite di tutto l'Occidente e la percezione del mondo di tutti noi. Occorre un ragionamento di prevenzione serio ma anche una nuova coscienza collettiva che includa e che educhi le nuove generazioni per evitare il ripetersi degli errori del passato. Credo sia necessario riappropriarsi della consapevolezza che le istituzioni democratiche sono nostre, di tutti noi, e sono la prima ed indispensabile garanzia di quello stile di vita, proprio solo degli ultimi decenni della storia umana, in cui la morte è lontana e la vita scorre in modo quieto e senza particolari paure.

sabato 11 marzo 2017

Lingotto 2017: cultura, identità e cittadinanza


Alla 3 giorni del Lingotto di Torino, organizzata a sostegno della candidatura di Matteo Renzi a segretario del Partito Democratico, si parla anche di cultura. In questi 3 anni di governo, finalmente dopo 30 anni c’è stata un’inversione di rotta, con maggiori investimenti e con il riconoscimento della cultura come motore della democrazia; occorre pertanto continuare su questa strada. Occorre continuare sulla strada di Art Bonus, che ha permesso ai cittadini di riappropriarsi del proprio patrimonio culturale, estendendolo ad altre categorie ancora non coinvolte nel progetto. Siamo il quartultimo Paese europeo come numero di lettori, è necessario rinforzare le politiche per la lettura con la consapevolezza che chi non legge non sviluppa la capacità critica che serve ad essere buoni cittadini, attivi e partecipi. Nei prossimi anni sarà necessario portare avanti in più ambiti un “diritto alla democrazia culturale”, favorendo l’apertura di nuove librerie anche indipendenti, intendendo la libreria non come mero luogo di acquisto di un prodotto ma come luogo di avvicinamento alla lettura e di incontro, punto di riferimento per una comunità. E' intervenuta al tavolo la presidente del SIL Cristina Giussano.
Le iniziative del bonus diciottenni, dei mercoledì al cinema a 2 euro e della prima domenica del mese gratuita nei musei statali fanno parte di un progetto complessivo di medio-lungo termine che possiamo continuare a sviluppare, con nuovi progetti che lavorino su nuove modalità per avvicinare i giovani alla cultura.
Cultura è strettamente legata a turismo, e si è parlato anche di ripartire dall’identità dei territori: siamo spesso erroneamente convinti che l’identità abbia molto a che fare col passato, poco col presente e niente col futuro. E’ necessario invece comprendere che l’identità ha a che fare soprattutto col futuro, e per questo dovremmo iniziare a parlare di appartenenza, facendo in modo che chi lavora all’accoglienza turistica siano soprattutto persone che hanno scelto attivamente quel territorio. Reimparare ad accogliere per aprirsi all’altro, alle culture diverse da noi: una nuova sfida per il futuro.
In questi anni, grazie soprattutto al lavoro del Partito Democratico, si è iniziato a parlare dei lavoratori della cultura come lavoratori appunto, professionisti che investono tempo, passione ed energie e che devono pertanto essere considerati a tutti gli effetti come i lavoratori degli altri settori.
E’ indispensabile continuare su questa strada e investire nel capitale umano e nella formazione continua in tutti gli ambiti della cultura. Ieri hanno coordinato il tavolo Flavia Piccoli Nardelli, Roberto Rampi e Andrea Marcucci, con un importante e significativo intervento anche di Silvia Costa.
Qui la chiusa della prima parte del tavolo ieri sera:

Si continua oggi dalle 14.30, sarà presente anche la senatrice Rosa Maria Di Giorgi.
Chiunque abbia esperienza in ambito culturale o voglia portare la sua testimonianza può iscriversi al tavolo all'arrivo.

giovedì 2 marzo 2017

L'appello alle istituzioni per i lavoratori K-Flex

"Al prefetto di Monza e Brianza
Al Ministro dell'Interno"

Oggetto: situazione K-Flex, ordine pubblico, tutela della proprietà e prossimi sviluppi.
Nel rispetto delle reciproche competenze, in vista delle prossime giornate che si preannunciano drammatiche, e al fine di contemperare il corretto equilibrio tra gestione dell'ordine pubblico e della legalità e riduzione del conflitto sociale ci permettiamo di chiedere di concertare passo passo qualunque intervento di ordine pubblico nell'area degli stabilimenti K-Flex di Roncello e nelle connesse manifestazioni che potrebbero coinvolgere altre zone del Vimercatese.

Avendo seguito fin dall'origine la vicenda ci sentiamo di testimoniare nero su bianco l'atteggiamento rispettoso, pacifico, non violento dei manifestanti, persino di fronte a provocazioni, nonostante la drammaticità della situazione.

Nei confronti delle forze dell'ordine, di altri lavoratori coinvolti, degli autisti dei mezzi pesanti coinvolti c'è sempre stato rispetto in un clima di reciproca solidarietà.

Ma impedire, in maniera non violenta, lo spostamento di beni di proprietà di K-Flex, senza per questo mai nemmeno ipotizzare occupazioni o danneggiamenti, è assolutamente legittimo all'interno delle regole che tutelano in diritto di sciopero.

Pertanto qualsiasi azione delle forze dell'ordine volta a tutelare lo spostamento di beni dagli stabilimenti, non essendo per nulla chiara neppure la relazione tra questi ed eventuali finanziamenti pubblici erogati all'azienda e possibili violazioni delle condizioni di erogazione stessa, non solo sarebbe una forzatura ma potrebbe andare contro all'interesse generale.

Vi preghiamo pertanto di tenere in debita considerazione le nostre osservazioni, e nel farci garanti delle modalità pacifiche della protesta chiediamo di poter essere coinvolti e far da tramite per contemperare tutti i legittimi interessi in gioco, nessuno escluso.

On. Roberto Rampi - deputato
Enrico Brambilla - consigliere regionale
Roberto Invernizzi - Vice presidente della provincia di Monza e Brianza
Luca Signorile - Sindaco di Roncello
Giorgio Monti - Sindaco di Mezzago

In cammino ... per Matteo Renzi segretario

Ieri ho sottoscritto la candidatura di Matteo Renzi a segretario del Partito Democratico
Una scelta maturata dopo una lunga riflessione con le persone che hanno creduto nel suo progetto fin dall'inizio, con le persone che in questi anni mi hanno aiutata a comprendere la complessità della buona politica e con chi insieme a me ha sostenuto il sì al referendum. 
Un modo per continuare a costruire un'Italia migliore, passo dopo passo, insieme. 
Ripartiamo da qui, ripartiamo da un partito inclusivo e partecipato che coinvolge i giovani!
 

domenica 26 febbraio 2017

K-Flex: la battaglia dei lavoratori continua

L'on. Rampi con il sindaco di Carnate Nava
Oggi è il 33° giorno di presidio per i lavoratori della K-Flex (qui la prima parte della vicenda) che stanno scioperando contro la delocalizzazione prevista nei prossimi mesi che porterebbe in Polonia la produzione dell'azienda di Roncello. Ieri hanno ricevuto la presenza e la solidarietà dei sindaci della zona, dei consiglieri regionali e dei parlamentari, che hanno visitato il presidio e si sono confrontati con i lavoratori.
Il prossimo incontro al ministero dello sviluppo economico è previsto venerdì 3 marzo alle ore 12. Al precedente incontro l'azienda non si era presentata e anzi, aveva inviato 187 lettere di licenziamento proprio il giorno stesso.
La situazione appare complessa a causa della volontà dell'azienda di perseguire nelle sue intenzioni di portare il lavoro in Polonia. E' emerso che la K-Flex ha ricevuto 35 milioni di € di fondi pubblici a sostegno della sua attività, e certamente questo fatto sarà oggetto di verifica da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico.
"Ci sarà il secondo tavolo venerdì" dice l'on. Rampi ai lavoratori "ci auguriamo che qualcosa scatti nella testa di queste persone. Faremo la verifica su quei fondi e chiederemo di rispondere delle loro responsabilità, ma soprattutto noi tutti insieme stiamo facendo sapere alle persone che cosa stanno facendo. Perché in questo caso - a differenza di altri casi che mi sono capitati di aziende in crisi, in cui ci sono situazioni di difficoltà dove non è facile trovare l'uscita - l'uscita è facile da trovare. Queste persone devono decidere se essere ricordati come imprenditori che hanno preso un'azienda a Roncello e l'hanno portata in tutto il mondo, o se essere ricordati come delle persone che hanno deciso di lasciare quasi 200 famiglie a casa".
i sindaci e il parlamentare in ascolto dei rappresentanti sindacali 
Un lavoratore che dialoga con l'on. Rampi 
I sindaci del territorio con l'on. Rampi e il consigliere regionale Brambilla di fronte ai cancelli dell'azienda 
Un lavoratore di origine marocchina offre il tè tipico 
La raccolta fondi per i lavoratori 
 

venerdì 24 febbraio 2017

Dei voucher e del loro abuso: aggiornamenti

Aggiornamento dati INPS sull'utilizzo dei voucher nel corso dell'anno 2016: fra i primi 15 utilizzatori troviamo catene di negozi, grandi società che organizzano eventi, una nota società calcistica, multinazionali del settore ristorazione, gioco d'azzardo e un centro commerciale, oltre a due agenzie interinali: Manpower e Adecco. 
Tutte aziende che prima erano tenute a pagare il lavoro con regolari contratti: contratto del commercio, contratto a chiamata o, nel caso delle agenzie interinali, il CCNL in vigore nell'azienda utilizzatrice. 
Il lavoro occasionale esiste ma non è questo, e non sono queste le realtà che potrebbero fare nero al posto di assumere: queste sono aziende che, se non assumono in regola, devono ricevere una verifica da parte degli organi preposti e una conseguente multa. 
Con il voucher evitano la multa ma il lavoratore non ha comunque garanzie. Occorre certamente un aggiornamento della normativa in vigore.

giovedì 23 febbraio 2017

Uber, Flixbus e tutte le opportunità gestite all'italiana maniera

Premessa l'esistenza di un cambiamento culturale e sociale in atto che è comunque una grande opportunità per tutti, la Politica come si sta ponendo? Come un antico e conservatore esattore delle tasse o come forza che vuole governare il cambiamento e far sì che i cittadini tutti possano lavorare tutelandone diritti lavorativi, dignità personale, parità di genere e sì, anche la sicurezza? 
La risposta appare scontata ma non lo è. 
Il web, l'affermarsi della sharing economy, l'aumento di persone con un livello di istruzione mediamente più alto rispetto al passato ma con meno potere d'acquisto, sono un cocktail esplosivo se l'impianto normativo non è pronto. L'ultimo caso di Flixbus, con l'emendamento passato in Senato e poi il dietrofront del nostro Partito che promette di intervenire in seguito. A presentare l'emendamento in oggetto al Senato sono stati quattro senatori del gruppo Conservatori e riformisti: Lucio Tarquinio, Francesco Bruni, Luigi D'Ambrosio Lettieri e Luigi Perrone, ex parlamentari di Forza Italia usciti al seguito del pugliese Raffaele Fitto. E' pugliese anche Giuseppe Vinella, presidente di ANAV, l'associazione nazionale autotrasporto viaggiatori. La Viaggi & Turismo Marozzi s.r.l., azienda dello stesso Vinella, opera sulla tratta tra Bari e Roma, la stessa su cui Flixbus è entrata qualche mese fa con i suoi prezzi competitivi. 
Ho personalmente utilizzato Flixbus e mi sono trovata bene, l'acquisto online è tranquillo, rapido e sicuro, su tratte lunghe c'è sempre il doppio autista, autobus puliti e con i servizi. 
Credo che la priorità della politica - o almeno di una politica di sinistra - di fronte a servizi low cost debba essere quella di verificare che siano rispettati i diritti dei lavoratori, cosa che spesso non avviene quando non si regolamenta il settore delle spedizioni low cost per esempio, in cui gli autisti delle consegne assunti tramite cooperativa vengono pagati un tot a consegna e non hanno quindi un'applicazione del CCNL trasporti e logistica. 
L'evoluzione in corso non è reversibile né qualcuno auspica che lo sia, nessuno di noi vorrebbe tornare a non avere i servizi che abbiamo e a dover passare da un intermediario per qualunque acquisto, ma si può entrarci in modo serio e competente, in tempi certi e adatti ai tempi di vita delle persone. Guardando prima alla persona, lavoratore o consumatore, e dopo al mantenimento degli status quo di chi c'era prima. Provando a vedere il cittadino prima come lavoratore, consumatore da tutelare, utente consapevole e solo dopo come contribuente mancato o come eventuale membro di un gruppo costituito (associazione riconosciuta dal Governo o sindacato) 
Prima c'è stato Uber, fenomeno non capito e aggredito superficialmente fin da subito, in corso ci sono AirBnb, tutto il comparto della sharing economy e tante altre realtà nate dal web che si basano sull'autogestione del cliente. Contano sul fatto che il cliente sappia destreggiarsi, abbia competenze informatiche, e dia la priorità al risparmio. Vedono il possibile cliente come una persona libera da vincoli e da paure che affronta la vita di petto e sceglie personalmente le esperienze costruendole da sé. Vivono di recensioni online. Qualche anno fa accadde qualcosa di simile con le agenzie di viaggi: ormai obsolete a meno che non sappiano inventarsi servizi nuovi, sono state pian piano soppiantate da booking e altri siti che aiutano l'utente ad organizzarsi il viaggio. Personalmente non ho mai utilizzato un'agenzia di viaggi dal 2008 ad oggi, ho usato Flixbus e AirBnb ma mai Uber, ammetto tuttavia che ho preso solo due taxi in vita mia (molti anni fa, prima di Uber) ma che, per non saper né leggere né scrivere, vedendo stasera un calmo tassista romano urlare in prima serata su La7 improperi irripetibili rivolti a chi ha avuto l'onere e l'onore di governare questo Paese, ho pensato che da uno così un passaggio non lo accetto neanche gratis. 
Nell'era del 3.0, o la Politica governa il fenomeno, lo indirizza e sceglie sempre di guardare prima al bene del cittadino e ai bisogni diffusi e poi alla conservazione, o perdiamo una grandissima occasione: quella di avere un Paese più moderno e una politica più forte nel suo potere contrattuale con l'economia imperante. Il mercato libero va certamente regolamentato, ma per regolamentarlo occorre uno studio approfondito, l'ascolto delle diverse categorie, non emendamenti passati nella notte e inseriti in un decreto legge che poi viene mandato blindato alla Camera con la fiducia. 
Serve piuttosto uno studio delle regolamentazioni che hanno funzionato all'estero, uno sguardo a quali possono essere i risvolti positivi se le persone si spostano di più usando un servizio acquistato online, e serve una nuova consapevolezza di chi sta offrendo servizi ormai vecchi: rinnovarsi per offrire qualcosa in più e garantire la propria presenza sul mercato. Occorre un cambio di rotta, perché quello che vediamo ad ogni flame proposto dal web è solo la punta dell'iceberg ma molti non stanno guardando al di sotto.  
Serve conoscenza, ascolto, maturità, e un approccio della politica volto a trovare punti di incontro, a ricomporre e non a aizzare la rabbia come avvenuto per esempio fuori dalla sede del PD romano con i tassisti. 

martedì 21 febbraio 2017

Comunicazione non ostile: come ricostruire insieme la comunicazione virtuale?

Come blogger ho sottoscritto questo manifesto, perché credo in un mondo virtuale che tiri fuori il meglio delle persone e non il peggio; in un contesto che accolga opinioni diverse e la possibilità di ascolto dell'altro e della mediazione.
http://www.paroleostili.com/

venerdì 10 febbraio 2017

Motivazioni sentenza corte costituzionale sull'italicum


La Corte Costituzionale ha depositato ieri le motivazioni della sentenza sull'italicum, da cui ripartire per scegliere i prossimi passi. Sul ballottaggio scrive: "Le modalità di attribuzione del premio attraverso il turno di ballottaggio determinano una lesione" perché per come è congegnato l'Italicum "il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza e non diventa un premio di governabilità". Per questo tale premio deve essere vincolato all'esigenza costituzionale "di non comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell'assemblea elettiva e l'eguaglianza del voto". La corte scrive inoltre che la legge elettorale con cui si andrà al voto dovrà garantire maggioranze omogenee tra Camera e Senato


mercoledì 8 febbraio 2017

Diletta Leotta e il giudizio morale sull'abbigliamento femminile

foto da La Repubblica 
Da "non puoi parlare di privacy se sei vestita sexy" riguardo all'abbigliamento di Diletta Leotta a "vestita così se l'è cercata" riferito a tanti casi di violenza sulle donne, il passaggio è breve.
La celebre conduttrice di SKY, classe 1991, ieri sera ha parlato a Sanremo riguardo al cyberbullismo e alla privacy online, raccontando anche un episodio di violazione dei dati personali (presi dal suo cloud) da lei subìto. Una ragazza giovane, sveglia e preparata, e sì, anche bella: che non è una colpa.
Ma a quanto pare la cosa ha suscitato scalpore e la necessità, per molti, di togliere autorevolezza alle sue parole. Cosa c'entra la privacy sul web e il serio problema del cyberbullismo con l'abbigliamento? Nulla. A meno che non vogliamo tornare alla preistoria e all'uomo che se vede o intravede allora .. a tutto è autorizzato. A meno che non vogliamo buttar via anni di battaglie per l'emancipazione femminile. Ora io comprendo che in un'ottica di femminismo la donna non deve sentirsi obbligata a spogliarsi per apparire, ma giriamo il ragionamento al contrario: a un uomo semivestito in un contesto in cui è previsto che lo sia, verrebbe contestata una presunta non autorevolezza su un tema specifico per via dell'abbigliamento? Non credo proprio. La giovane donna oltre che brillante è nativa digitale ed è stata essa stessa vittima di un caso di cyberbullismo che ha fatto storia, e che sta facendo anche storia di giurisprudenza riportando il concetto di violazione della privacy e appropriazione indebita dei dati a quello che è: un reato; grazie al fatto che la giovane donna ha fatto subito denuncia per le foto private divulgate senza il suo consenso in seguito ad hackeraggio del suo cloud. La conduttrice non necessita di giustifiche per il suo abbigliamento elegante e splendidamente sexy, necessita di uno sguardo meno arrapato sul corpo e di un ascolto dei contenuti di ciò che ha detto: è utile a tutti. Così come è utile a tutti comprendere che nel nostro sistema giudiziario, per fortuna, esiste una netta distinzione tra chi ha commesso il crimine - qualunque esso sia - e la vittima, per cui creare una racconto diffuso secondo cui se la vittima non ha tenuto il comportamento desiderato da altri è un po' meno vittima non fa parte del nostro ordinamento giudiziario. Questo vale per il pedone investito, per la vittima di stupro, per la vittima di un furto o rapina: è importante che si diffondano informazioni chiare sul fatto che chi ha subito il reato non è in alcun modo colpevole, se non vogliamo tornare al medioevo. Tra l'altro, nel caso specifico del cyberbullismo, trattandosi di un tema relativamente recente, è necessario anche che chi non utilizza in modo abituale il web e non ha competenze specifiche si ponga all'ascolto anche per sviluppare insieme soluzioni che funzionino e che tengano conto dei comportamenti reali delle persone e delle abitudini più diffuse. 

Vedere la maternità in modo nuovo: la chiave per una effettiva parità di genere

Oggi il Corriere riporta la storia di Martina, assunta al nono mese di gravidanza. Queste storie, seppur rare, dobbiamo raccontarle di più e farle diventare un modello di comportamento socialmente accettato e anzi incentivato. Ci sono tanti pregiudizi verso le donne quando iniziano ad avere figli, quasi che a quel punto la donna fosse "di competenza" della famiglia o del partner e non più della comunità in cui è inserita. Durante la gravidanza e l'allattamento la donna ha più che mai bisogno di certezze, di un bonifico mensile costante e di sapere che il fatto di avere un figlio a carico è un motivo in più perché l'azienda abbia comportamenti di piena responsabilità sociale e non il contrario ma è qualcosa ora come ora più eccezione che regola: raccontiamo queste storie, e soprattutto rendiamo visibile la realtà di tutte le altre non considerandola scontata né immodificabile per natura. Se una donna che viene lasciata a casa in gravidanza, anche a contratto scaduto ma con la consapevolezza da parte del datore di lavoro che così facendo la sta condannando a farsi mantenere da altri, è indispensabile che ne parli con i sindacati e con i media in modo da creare una reputazione negativa per l'azienda, e invece formare un consenso positivo intorno a quelle realtà che si fanno carico della madre tanto quanto si è fatto, per secoli, con i padri. Consapevoli che un bimbo merita una mamma felice, al sicuro, e professionalmente soddisfatta e che solo così potrà avere l'opportunità di crescere in un ambiente sereno. 

lunedì 6 febbraio 2017

K-Flex: no alle delocalizzazioni

Nei giorni scorsi è stata preannunciata la delocalizzazione della produzione dello stabilimento di Roncello (MB) della K-Flex, azienda leader nel settore degli isolanti in gomma, nel corso del 2017;
La delocalizzazione coinvolgerebbe circa 250 persone, in maggioranza over 40 e quindi con possibilità ancora minori di altri di trovare un nuovo lavoro;
Oggi è stata confermata dalla sede polacca dell'azienda la volontà di investire sulla manodopera in Polonia invece che in Italia. 


K-Flex è una multinazionale italiana a conduzione famigliare nata nel 1989 e ora presente in 60 Paesi nel mondo con 11 impianti e più di 2000 dipendenti totali, ha il bilancio in attivo ma nonostante ciò già nel 2014 ha licenziato 46 lavoratori.
Nel corso degli anni, l’azienda ha aperto diversi stabilimenti produttivi all’estero: in Europa in Germania (dicembre 2000), in Scandinavia (luglio 2005), in Polonia (dicembre 2005), nel Regno Unito (aprile 2006) e, a luglio del 2008, in Romania. Nel resto del mondo con 4 stabilimenti aperti in Cina tra il 1998 e il 2009, negli USA, in Russia, in India e in Malesia. 

K-Flex è stata sollecitata ad una sospensione della procedura di delocalizzazione della produzione dallo stabilimento di Roncello (MB), sede da cui è iniziata l’attività e da cui ha avuto poi inizio il florido sviluppo successivo, e dove oggi gli operai sono in sciopero permanente da una settimana.
Qui possiamo ascoltare le storie di alcuni lavoratori dell'azienda che ci spiegano quanto sta accadendo e il loro presidio permanente ai cancelli per impedire che i macchinari siano portati fuori: 
Settimana scorsa è già stata depositata alla Camera un'interrogazione parlamentare dell'on. Roberto Rampi (Partito Democratico) e i lavoratori hanno ricevuto solidarietà da tutte le forze politiche anche in occasione di un incontro in Regione giovedì 2 febbraio. Mercoledì 8 febbraio è previsto un incontro al MISE. 

mercoledì 1 febbraio 2017

#18app quanto siete soddisfatti?

Un breve questionario sul bonus 18enni: quali sono le difficoltà riscontrate, quali i punti migliorabili sia nella fase di registrazione sia nella fase di utilizzo dei buoni. Per tutti i nati nel 1998 e/o per chi li sta aiutando nella registrazione e nell'utilizzo del bonus #18app https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeZNxcPnh63toaiuVnvZ7uIFXdlArjTT6jnaBUdqOkr33RCeA/viewform?c=0&w=1 


venerdì 27 gennaio 2017

Al voto subito porterebbe forse ad un maggior caos e insoddisfazione

Cosa succede dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum? Al di là dei facili entusiasmi, il voto subito non è un'opzione positiva. 
Il ballottaggio: la Corte Costituzionale ha bocciato il ballottaggio. Non sappiamo le motivazioni della sentenza, che saranno depositate a febbraio, per cui non sappiamo se il ballottaggio è stato bocciato per evitare di avere due leggi non omogenne una per la Camera e una per il Senato, o perché è incostituzionale che chi prende un 20% di consensi al primo turno abbia la possibilità di avere oltre il 50% di posti in Parlamento: la democrazia sarebbe meno rappresentativa? 
Il premio di maggioranza: solo con il 40% dei voti, e siamo sinceri: chi mai potrà avere il 40% dei voti? Stando agli ultimi sondaggi riportati qui sotto in una tabella del Corriere della Sera, siamo tutti molto lontani da quelle %. 

dati Ipsos per Corriere della Sera
L'illusione che il 40% del referendum converga su Matteo Renzi è una mera illusione, molte persone hanno scelto il Sì o il No al referendum indipendentemente al partito di appartenenza e molte volte il vincitore è stabilito negli ultimi giorni di campagna elettorale da quel 2-3% che oscilla fino all'ultimo, composto da persone politicamente inconsapevoli che ascoltano gli slogan e i dibattiti televisivi in modo disaffezionato e distaccato cercando solo di capire quale partito proteggerà meglio il loro stile di vita. Sicuramente non abbastanza per arrivare ad un 40% per nessuno: qui le opzioni non saranno due come nel referendum, ma molte di più e inevitabilmente dispersive. 
Capilista: il capolista potrà candidarsi in 10 collegi ma non potrà scegliere il collegio di elezione, che invece sarà sorteggiato. 
Tutte le altre questioni sono state dichiarate inammissibili o infondate e la legge è immediatamente applicabile: immediatamente non significa che si debba effettivamente andare al voto.
L'impossibilità a governare produrrebbe comunque un Governo di coalizione, che è purtroppo un elemento incomprensibile a molti italiani: il vero problema è che i cittadini mancano di formazione politica per cui intendono sempre più il compromesso come un inciucio, un accordo come una fregatura, un punto di incontro come una rinuncia a qualcosa di sé e non come un'aggiunta di elementi della controparte. E così via. Tra l'altro, usciti dalla campagna referendaria, abbiamo anche notato come il linguaggio della comunicazione in campagna elettorale si faccia sempre più estremo e iperbolico, lontano dalla concretezza, dai toni pacati, dal dialogo e dalla proposta. Con questo clima, un'altra campagna elettorale sarebbe solo un disastro su tutti i fronti. Far calmare le acque, e portare la legislatura fino al suo termine naturale, è invece un modo se si riuscisse a comunicarlo ai cittadini in modo corretto, per rinforzare il concetto che il Parlamento non cade quando si rifa il Governo, e che il premier è eletto dal Capo dello Stato come da art. 92 della Costituzione e non è scelto dal popolo perché siamo una repubblica parlamentare: a molti non è ancora chiaro questo passaggio ed è un elemento di propaganda negativa da parte delle forze populiste. 
Qualunque risultato elettorale produrrebbe insoddisfazione nei cittadini se non è chiaro il funzionamento delle istituzioni, a questo punto perché investire in un'altra campagna elettorale, per di più interrompendo anzitempo il regolare lavoro parlamentare sui disegni di legge in corso?

martedì 17 gennaio 2017

Ritrovare i luoghi della politica per superare la crisi

A livello non solo locale, dalla nascita del Partito Democratico ad oggi è cambiata la politica e le sue forme di organizzazione, e sono entrate in campo nuove forze che pericolosamente tentano di incanalare il risentimento dei cittadini verso la crisi economica nel populismo e in forme di partecipazione diverse da quelle a cui siamo abituati. 
In tutto ciò diviene quindi sempre più necessario rinforzare i luoghi della politica perché a tutti i livelli - da quello prettamente locale passando per le federazioni provinciali fino ad arrivare al livello nazionale ed europeo - si riesca a dare risposte ai cittadini che stanno affrontando un periodo di cambiamento e sono spesso impreparati. 
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un mutamento radicale del sistema economico, con gli effetti della crisi finanziaria globale che, non solo nel nostro Paese, hanno impattato sulle economie nazionali e locali: questo ha causato una ridefinizione della geografia del lavoro e dello sviluppo e di conseguenza della società tutta, dalla quale la politica non può prescindere. E' necessario invece che la politica ed in particolare il Partito Democratico raccolgano questa sfida e sappiano essere dentro al cambiamento, spiegandolo ai cittadini e formando una nuova coscienza collettiva. E' necessaria la piena consapevolezza del fatto che laddove la politica è poco presente o non incassa la fiducia dei cittadini e non sa dare risposte, i cittadini cercheranno quelle risposte altrove. 

La tendenza demografica di invecchiamento della popolazione e diminuzione della natalità unita a flussi di popolazione migrante sempre più complessi da governare si unisce inscindibilmente al tema del lavoro per i giovani e del necessario rinnovamento del sistema pensionistico, e ci pone allo stesso tempo di fronte ad un confronto costante e quotidiano con l'altro: chi ha il compito di preparare i cittadini a questo confronto? il sistema educativo certamente può fare molto per quanto riguarda le nuove generazioni, ma è indispensabile che sia la politica con le sue scelte e il suo modo di comunicarle a farsi carico dell'integrazione dei migranti e della loro inclusione attiva nel tessuto sociale; un'inclusione che può essere portata avanti in modo attivo e positivo dalle amministrazioni locali democratiche nelle realtà dove hanno una forza e una coesione data da un comune quadro di valori di sinistra. 
Il progressivo impoverimento di un ceto medio a rischio di vulnerabilità sociale inoltre non è estraneo neanche alle città di solito più benestanti; i modelli culturali e i processi di produzione e riproduzione dei saperi, legati in modo ormai inestricabile a tecnologie informatiche e comunicative in costante evoluzione e di cui non tutti i cittadini tuttavia sono oggi partecipanti attivi, costituiscono l'ultimo elemento che va a comporre il quadro delle sfide che la sinistra dovrà affrontare nei prossimi anni. 
Questa complessità, ed il suo impatto sulla comunità e il territorio, richiede un investimento straordinario in analisi, riflessione, elaborazione, al fine di comprendere le tendenze in atto e fare rete tra i diversi circoli ricominciando a costruire progettualità politiche che si concretizzino in azioni di Governo ed in sostegno attivo ai rappresentanti dei vari in Regione e in Parlamento: la base deve ritornare ad essere un incubatore di idee, un luogo attivo di informazione e formazione dei cittadini, una guida nell'analisi della complessità del nostro tempo, i nostri luoghi della politica devono tornare ad assomigliare di più ad un laboratorio di ricerca o ad un cantiere che a un'assemblea di condominio. 

martedì 10 gennaio 2017

Il Nettuno di Bologna: un'opera d'arte incompresa dal software?

Da mesi segnalo decine di account fake ed ogni volta Facebook mi risponde gentilmente ed in tempi rapidi che il profilo non viola gli standard della comunità, poi una giovane scrittrice cerca di sponsorizzare una foto con la statua di Nettuno di Bologna e non gliela accettano perché "esplicitamente sessuale" ... I misteri degli "standard della comunità Facebook". Nello stesso tempo un quesito che si pone: può la macchina, il software, l'automatismo, sostituire il cervello umano? 
la statua di Nettuno così come proposta a Facebook
la notifica ricevuta dalla scrittrice
Questo caso pare dirci di no. L'uomo ha una mente che non "rileva il nudo" come accade con un automatismo di Facebook ma sa discernere l'opera d'arte dal corpo fisico, la persona dalla sua rappresentazione, il sexy dal porno, il nudo artistico dal nudo volgare. La macchina rileva forme, ma non può conoscere il contesto in cui tali forme sono inserite. Il "sessualmente esplicito" è definizione vaga in quanto tende ad oggettivare un elemento come il nudo che viene percepito in modo differente a seconda di chi osserva e non può pertanto essere oggettivo. O almeno non può esserlo in relazione alla possibilità che tale nudo sia "esplicitamente sessuale" nel momento in cui si tratta di un'opera d'arte.  
Non è un tema da poco. E non si applica solo all'arte e alle sponsorizzazioni Facebook: il tema è ben più ampio e porta a chiedersi fin dove la risposta automatica di una chat di assistenza clienti possa sostituire la persona fisica che assiste il cliente, fin dove il robot può compiere gli stessi gesti dell'uomo. Non nei contenuti, ma nella effettiva capacità di calare il gesto nel contesto. Un uomo non considererebbe una statua di un centro storico come elemento che viola gli standard della comunità: non si porrebbe neppure il problema. E' chiaro che trattasi di opera d'arte, di manifestazione di bellezza e pertanto viene protetta e accolta dalla comunità tanto che si trova in una piazza cittadina in bella vista. 
Che vadano ripensate le tecniche di giudizio di Facebook? Spesso anche la segnalazione di video violenti non porta ad una risposta del social network concreta ma solo ad una risposta automatica. Probabilmente il rilevatore di nudo-violenza-fake e la capacità di discernere cosa urta l'animo umano e viene percepito come fastidioso dallo sguardo di chi osserva sono da ricalcolare, o da "umanizzare". 
Dunque il problema è che l'opera d'arte non è compresa dal software o che non dovremmo delegare ad un software la nostra capacità critica di analisi, osservazione, decriptazione delle immagini?