martedì 23 agosto 2016

La storia di una donna di 21 anni e del sogno di libertà che è ancora lontano per tante nostre simili

Marisa ha 21 anni, una vita normale con un compagno e un bimbo frutto di un amore adolescenziale e tanta voglia di vivere: esperienze, uscite, lavoro. Il fratello non vuole che lei indossi la minigonna e le contesta i comportamenti "disinvolti", si procura un'arma (dove non è ancora dato sapersi) e le spara, rischiando di ucciderla. Leggete qui il racconto di quanto avvenuto. Trovo davvero allucinante il pezzo in cui la madre prima va a trovare il figlio in carcere E POI la figlia in ospedale: "Sabato pomeriggio Vincenza Pirelli, madre di Demetrio, ha incontrato nella caserma di Tropea il figlio. L’ha baciato e abbracciato. Nessuna parola? «Tra madre e figlio non ce n’è bisogno», dice la donna. Che poi sorride alla figlia mentre le comunica i tempi della degenza." Cioè questa giovane donna piena di vita ora è bloccata con le gambe per mesi senza poter lavorare e la madre sorride? Tra madre e figlio non servono parole, invece agli inquirenti serve sapere dove tuo figlio si è comprato un fucile, e a tutti noi come mai non lo hai educato al rispetto delle donne e non gli hai spiegato l'esistenza di concetti come libertà individuale, emancipazione, scelta e parità di genere. Perché non gli hai spiegato che il corpo della donna non è oggetto di contesa ma, così come il corpo dell'uomo, parte del suo essere. 
Abbiamo tanta strada da fare per arrivare a una completa parità uomo-donna e spesso le peggiori nemiche delle donne sono proprio le altre donne: per come crescono i figli maschi e per come pretendono di imporre i propri sacrifici alle nuove generazioni come se l'essere donna e sacrificarsi fosse una sorta di pegno da pagare alla società. Per cui in questo schema in cui la donna assolve a doveri, il fatto che voglia divertirsi e vivere non è permesso. Non è consentito, non è nella norma della società controllata dal maschio dominante che non vuole la concorrenza dell'intelligenza femminile e del lavoro femminile nella quotidianità. Nonostante la ragazza sia maggiorenne, già lavori e in più sia essa stessa già madre, ancora e comunque non ottiene un riconoscimento come persona libera da parte dei famigliari più stretti e spesso neanche della comunità in cui è inserita. E se il fratello non gradisce la madre si preoccupa per prima del fratello che è finito giustamente in carcere - val la pena ribadirlo, la violenza sulle donne è un crimine che va adeguatamente punito - e poi della figlia che è bloccata in un letto di ospedale. 

Marisa Putortì in ospedale, pronta a tornare a sorridere alla vita 

In tutto ciò viene meno una delle basi del nostro diritto, ovvero la differenza tra vittima e carnefice. Ci manca solo l'antico "se l'era cercata" in memoria di consuetudini anni '50 in cui la donna era sempre colpevole nel momento in cui subiva qualcosa (anche in caso di stupro!) perché non le veniva in alcun modo riconosciuta la dignità di vittima, mentre all'uomo viene riconosciuta la possibilità in quanto maschio di essere animale, pazzo psichiatrico, schizofrenico e violento e di dover successivamente ricevere una sorta di perdono "in quanto maschio". 

A sentire certi stereotipi, pare che il mondo dalla preistoria a ieri sia stato in mano a degli animali incapaci di ragionare e di controllare i propri istinti che hanno imposto a metà della popolazione umana - quella di genere femminile - di non avere desideri per garantirsi che i propri istinti potessero essere soddisfatti. Spero che per questa ragazza ci sia il patrocinio gratuito in tribunale e la possibilità di lasciare il paesello in cui ha vissuto finora per poter crescere suo figlio lontano da quei modelli e stereotipi e per prendere in mano la sua vita e farne una meraviglia, come ciascuna donna merita. Per vivere il resto della sua vita in modo vivo, pieno, "disinvolto"
Disinvolta: una parola che ha un'etimologia ricca di significato: participio passato del verbo non utilizzato "dis-involgere", entrato in uso dallo spagnolo "des-envuelto", dis prefisso negativo + involgere, porta con sé il significato di sciolto, non avviluppato.
Un significato che in genere è molto positivo se pensato nel descrivere una persona come non timida, non chiusa, sicura di sé. Nel caso della descrizione della donna, forse lo stereotipo negativo si nasconde nell'idea insita nell'idea di femminilità di quegli uomini che vorrebbero la donna "chiusa": chiusa in casa, chiusa in un vestito, chiusa in un ruolo. Per cui tutto ciò che è libertà e apertura e non costrizione è visto come un comportamento negativo, nonostante il concetto espresso dalla parola sia decisamente positivo. 


Quanto alla donna anziana che non vuole l'emancipazione delle donne giovani e la vede come un pericolo, è un classico che ci ricorda le tante donne che hanno trasmesso alle figlie l'obbligo a sposarsi quando incinte ("è capitato a me quindi perché non deve capitare a lei?"), o la madre di Hina, ragazza pakistana uccisa a Brescia nel 2006 dal padre che non voleva che "diventasse come le altre",  o le donne africane che hanno imposto la tradizione dell'infibulazione a tante bambine nonostante ne avessero visto su di sé le conseguenze per generazioni. 
Una tradizione di finta solidarietà femminile, di donne che tramandano ad altre donne modelli, comportamenti, stereotipi, pregiudizi. Donne che nascondono dietro l'amicizia al femminile e "l'aiuto reciproco" l'esigenza di imporre un ordine di cose che non possa cambiare per paura che l'altra possa arrivare là dove all'anziana non è stato consentito di arrivare: a scegliere di vivere ogni giorno come un uomo. Di donne cresciute con l'idea di essere portatrici di una colpa: il proprio corpo, che a seconda delle culture e delle realtà locali è in diverso modo oggetto di controllo da parte di altri che credono di possederle, di poter "decidere per loro". E che tramandano questa pericolosa idea nell'educazione. 
Donne che ai propri figli concedono tutto: maleducazione, parolacce, atti di bullismo fin da piccoli al parchetto e che spiegano ai figli maschi che devono correre per vincere perché dentro di loro vogliono che i figli siano pieni di ambizioni, e alle figlie femmine che devono correre in modo aggraziato per paura di un commento o giudizio altrui. 
Un esempio recentissimo da Facebook, che si commenta da solo: 

Enrica, normale mamma di una bambina come tutte che gioca con i maschi e come i maschi 



martedì 16 agosto 2016

L'odio di Salvini e la demagogia che attecchisce

Nel suo comizio a Ponte Di Legno (BS) il leader del Carroccio Matteo Salvini ha dato il peggio di sé scaricando odio e rabbia sugli stranieri e promettendo che se andrà al Governo "polizia e carabinieri avranno mano libera per ripulire le nostre città". 
Un approccio al mondo e al diverso che fa semplicemente rabbrividire. 
Intanto è già intervenuto un rappresentante sindacale del sindacato di polizia SIAP dicendo che "non è accettabile che un politico come Salvini possa continuare a permettersi d’indossare spocchiosamente la divisa della polizia di Stato promettendo che una volta al potere utilizzerà poliziotti o carabinieri per una sorta di delirante demagogica e pericolosa ‘pulizia etnica’" quindi la polizia stessa si è dissociata da questo atteggiamento e dall'uso improprio della divisa.
Il problema rimane nel momento in cui questa rabbia attecchisce ottenendo facile consenso, perché abbiamo già visto nella storia a cosa ha portato l'avere una polizia che ha ordine di colpire chiunque sia diverso.
Un'anticamera di dittatura, un pericoloso esempio, il rischio che qualche pazzo prenda in parola il leader leghista e che le sue parole legittimino comportamenti repressivi, e soprattutto una preoccupazione: dove stiamo andando? Dove stiamo andando come italiani, come europei, come uomini e donne dotati di un'umanità? Dov'è la consapevolezza dell'altro come persona che ha il diritto di vivere in pace tanto quanto ne abbiamo noi? Dov'è la percezione di noi stessi non come consumatori che hanno il diritto di comprare tutto ciò che desiderano ma come persone che condividono questo pianeta con altre persone di diversa lingua e cultura? Riusciamo a vederci nel mondo come parte di un'umanità intera, ci riusciremo in futuro o saremo in preda a questi populismi che tirando fuori gli istinti più beceri vanno ad annullare anni di costruzione di un delicato equilibrio democratico?


lunedì 15 agosto 2016

La Brexit rimandata e i tempi reali della democrazia

Ho letto stupore e disappunto in seguito alle dichiarazioni della nuova premier britannica Theresa May sulla probabilità di posticipare l'avvio delle trattative per l'uscita dall'UE a dopo le elezioni in Francia e Germania, previste per il prossimo anno. Un "ritardo", come è stato definito anche dai media inglesi, che potrebbe portare all'uscita dall'UE non prima dell'autunno 2019. Onestamente non c'è nulla da criticare nel voler aspettare le elezioni di Francia e Germania, visto che per negoziare è necessario che gli interlocutori siano chiari. Trovo invece disarmante il fatto che i tempi della politica e della democrazia siano spesso poco compresi da più parti. Il referendum sulla Brexit era consultivo. Una consultazione del popolo britannico, che deve poi essere ratificata dal Parlamento facendo ricorso all'art. 50 del trattato di Lisbona da parte della premier, e poi successivamente si aprono in negoziati. L'art. 50 del trattato di Lisbona stabilisce inoltre che dopo i negoziati l'uscita dall'UE debba comunque essere ratificata dagli stati membri, quindi i passaggi non sono né semplici né rapidi né dall'esito scontato.
Ma i cittadini lo sapevano che non stavano uscendo da un gruppo Facebook? Che si tratta di uscire dall'Unione Europea, e che questo ha conseguenze politiche ed economiche sulla vita di tutti i cittadini dell'UE? Dopo il referendum c'è stata una destabilizzazione dei mercati, e questo ha causato altre reazioni simili: "adesso che avete destabilizzato il mercato, andatevene". Un'immensa, inspiegabile semplificazione, che tra l'altro pone anche il preoccupante tema della sovrapposizione tra politica ed economia nella percezione comune. L'idea ormai diffusa e comunemente accettata è che i mercati dettino legge, quindi se un comportamento politico destabilizza i mercati va risolto subito, come una mera pratica burocratica, non serve più trattativa né dibattito l'importante è tranquillizzare il mercato, per cui secondo questo sentire comune non possono esistere punti di vista diversi da confrontare se un punto di vista e un certo tipo di approccio è stato "sottoscritto" dalle borse. Un'economia dipinta come una forza che va oltre la giustizia sociale, la legittimità dei comportamenti, la rappresentanza democratica. E i meccanismi della rappresentanza democratica per fortuna sono complessi proprio per garantire da ogni parte pesi e contrappesi, perché non vi sia una dittatura dei numeri né delle banche ma una sinergia di forze, un lavoro composto da più parti e da più fasi che vanno osservate e solo dopo analizzate una ad una. 
Al dispiacere di pensare a un Paese che sento a me vicino per averci passato del tempo a lavorare e studiare all'università, si unisce il dispiacere di vedere tante persone "fare il tifo" per una loro uscita rapida dall'Unione semplicemente perché hanno affrontato una prima consultazione tra i cittadini. i passi successivi al momento non li conosciamo perché si tratta di un primo caso (speriamo unico), e spero saranno dettati non dall'economia e dalle speculazioni di borsa ma da un lavoro serio e comune di dialogo e apertura. Quello che temo in realtà è che nel racconto dei processi in corso prevalga una chiave di lettura in cui l'economia ha un'autorevolezza mentre la politica non ne ha più, con un tentativo mediatico di esautorare in qualche modo il lento e legittimo processo democratico in favore di un tempo standard stabilito dalla prima fase di quello stesso processo: il referendum, erroneamente raccontato come un punto fermo definitivo con conseguenze certe e già decise. Nulla è ancora deciso, le decisioni devono essere frutto di un confronto vero e concreto e non dell'acclamazione del popolo. Ridiamo fiducia alla politica, all'Europa, al compromesso nel senso più alto del termine e al tempo necessario perché avvenga una reale mediazione.



domenica 14 agosto 2016

Festa de l'Unità del Parco di Monza: il programma definitivo!

Anche quest'anno Villasanta ospiterà la Festa del Parco di Monza, festa provinciale del Partito Democratico, da giovedì 1 a lunedì 5 settembre presso la nostra area feste.
L'evento, giunto ormai alla sua sesta edizione e utilizzato negli anni per proporre, oltre a cucina e musica, incontri e approfondimenti sulle principali tematiche locali e nazionali, vedrà quest'anno un'ulteriore evoluzione, con una cucina trasformata in street food (ovvero con 6 punti cibo differenti) e delle strutture coperte ancora più grandi. Non mancheranno gli aspetti classici della festa, ovvero bar, libreria, mercatino, spazio bimbi, musica per tutti i gusti e ovviamente tanti dibattiti.
Quest'anno abbiamo inoltre allestito una lotteria a premi anche online, i cui biglietti, dal costo di 1€, sono già acquistabili presso alcuni di noi (Guido Battistini, Laura Varisco, Massimo Losi, Carlo Sormani, Alessandro Ros). Aiutateci a finanziare la festa, e al tempo stesso iniziate a segnare sul calendario le date del nostro, personale, ritorno dall'estate.
IL PROGRAMMA


GIOVEDÌ 1 SETTEMBRE

Ore 18,30  Saluto e apertura della Festa con il segretario provinciale Pietro Virtuani

dibattSegue Dibattito
La riforma del titolo V per gli Enti locali

Relatori:
  • Prof. Gabriele Bottino – Docente di Diritto Amministrativo Università Statale di Milano
  • Roberto Scanagatti – Sindaco di Monza, Presidente di ANCI Lombardia
  • Gigi Ponti – Presidente della Provincia di Monza e Brianza
  • Luca Ornago – Sindaco di Villasanta
 Coordina:
  • Luca Tomaino – Responsabile Enti Locali PD MB
Ore 20,30

dibattDibattito
Pari opportunità: le buone pratiche nelle amministrazioni

Relatori:
  • Prof. Carmen Leccardi – Docente di Sociologia della cultura dell’Università Bicocca di Milano
  • Cherubina Bertola – Vicesindaco di Monza
  • Miriam Perego – Assessore di Brugherio
  • Lucrezia Ricchiuti - Senatrice della Repubblica
Coordina:
  • Iride Enza Funari – Assessore di Triuggio
Ore 22,00
musicaMusica
– Giorginess
Giorgieness è il progetto della cantante e chitarrista Giorgia D’Eraclea, accompagnata dal polistrumentista Andrea De Poi.  Nato nel 2011, riscuote da subito un grande interesse, che la porta a condividere il palco con alcuni importanti artisti del panorama indipendente italiano, come Tre Allegri Ragazzi Morti, Morgan, Il Pan Del Diavolo, Fast Animals & Slow Kids e Paletti. Del 2013 l'EP d'esordio Noianess, prodotto da Luigi Galmozzi ed Andrea Maglia (Manetti!, Tre Allegri Ragazzi Morti).

VENERDÌ 2 SETTEMBRE

Ore 18,30

dibattAperitivo Dibattito
Cominciare a lavorare, lavorare bene. Garanzia giovani, situazione e prospettive del lavoro giovanile

 Relatori:
  • Ezio Cigna – CGIL Monza e Brianza
  • Enrico Brambilla – Capogruppo PD in Consiglio regionale della Lombardia
  • Agnese Zappalà – Giovani Democratici MB
Coordina:
  • Giorgio Garofalo – Segreteria provinciale PD MB
Ore 20,30

dibattDibattito
Il Movimento visto da dentro: testimonianze e riflessioni sul fenomeno politico M5S

Relatori:
  • Tommaso Currò – Deputato, ex M5S
  • Carlo Sormani – Giovani democratici MB
Coordina:
  • Lorenzo Teruzzi - Giornalista de Il Giornale di Vimercate
Ore 22,00
musicaMusica
- The International Bayou Revival 



The International Bayou Revival sono una “string cover band” che ripropone brani storici della musica Italiana e non in versione Bluegrass. Il sound della band racchiude completamente le caratteristiche del Bajou, la zona palustre che si trova alla foce del Missisippi, nel Louisiana del sud,…….. quindi caldo, umido, prolifico delle più svariate creature. E così in repertorio ci sono canzoni che raccontano di Alligatori, alluvioni, campi di cotone, e molto altro ancora….. ma non dimentichiamo che la nostra musica, come il fiume da cui prende vita, sfocia nel golfo del Messico. Quindi per concludere… Son of a gun, we'll have big fun on the bayou.



SABATO 3 SETTEMBRE

Ore 18,30

dibattDibattito
Quali diritti per il lavoro del futuro

Relatori:
  • Marco Miccoli – Deputato PD, membro della Commissione Lavoro
  • Maurizio Laini – Segretario generale CGIL MB
  • Pietro Virtuani - Segretario provinciale PD MB
Coordina:
  • Lorenzo Sala – Segreteria provinciale PD MB
Ore 20,30

dibattDibattito
Isis, Turchia, Iraq, Brexit: quale Europa nel mondo che cambia?

Relatori:
  • Lia Quartapelle – Deputata PD, membro della Commissione Affari esteri e comunitari
  • Giovanni Parigi – Docente universitario, esperto di cultura araba
Coordina:
  • Jamila Abouri – Segreteria provinciale PD MB
Ore 22,00
musicaMusica
– CPA. Circo Popolare Artico 




La musica del Circo Popolare Artico è uno sturm und drang emozionale di musica popolare, sonorità gipsy, irish, balkan, ska più meno che più e per certi versi manouche, il tutto con arrangiamenti rigorosamente folk. Una band in cui musica e circo si combinano, portando alla ribalta picchiatori di pugni e di tamburi, funamboli che suonano la fisarmonica di una vecchia zia nomade, donne lupo che ipnotizzano animali col canto (ma nelle notti di luna piena li divorano), matematici illusionisti per cui due + due fa cinque perché al suono languido del violino ogni conto torna e giganti che suonano infuocati pezzi gitani su chitarre piccolissime. Un circo di musica folk insomma, una carovana viandante, che attraversa il sud Italia e parte alla volta dell’Irlanda dei pub, passando sulle strade sterrate della Macedonia, le colline bosniache, salutando i caravan gitani a un unico grido:
Folk All Over the World!



DOMENICA 4 SETTEMBRE

Ore 18,30

dibattcompagnoDibattito
Compagno del secolo scorso. Presentazione del libro di Gianni Cervetti

Relatori:
  • Gianni Cervetti - Autore del libro
  • Carlo Cerami – Avvocato
  • Chiara Tagliabue – Giovani democratici MB
Coordina:
  • Margherita Brambilla – Segreteria provinciale PD MB
Ore 20,30

dibattDibattito
Non consumare più suolo. Come?

Relatori:
  • Miriam Cominelli - Deputata PD, Membro della Commissione Ambiente
  • Laura Barzaghi – Consigliere regionale della Lombardia
  • Domenico Guerriero – Consigliere provinciale
Coordina:
  • Marco Cappelletti – Responsabile territorio PD MB
Ore 22,00
musicaMusica
– Jimmy Sambuca e Calibro 38  
Il sogno americano: una miscela di artisti conosciuti lungo le strade americane. Jimmy Sambuca (voce, armonica, chitarra), R.V. Varesi (chitarra), Andy Nightmare (batteria) e Uncle Torres (basso).



Un semplice fottuto sound condito da un amore energico per il rock ‘n roll!


LUNEDÌ 5 SETTEMBRE

Ore 18,30

dibatt


Dibattito

L'autunno d'Europa: le sfide della sinistra europea tra populismo e nazionalismo

Relatori: 
  • Mattia Zunino - segretario nazionale dei Giovani Democratici
  • Brando Benifei - europarlamentare 
  • Coordina: Daniele Valli - segretario Giovani Democratici di Monza e Brianza 
Ore 20,30

dibattDibattito
Il tempo dei saperi: la cultura per battere la crisi e il populismo?

 Relatori:
  • Roberto Rampi - Deputato PD, Membro della Commissione Cultura
  • Antonio Cornacchia - Art director e giornalista
  • Corrado Accordino – Attore, regista e direttore teatrale
  • Cristina Redi – Assessore alla cultura Comune di Desio
  • Nicolò Zaganelli – Imprenditore e manager musicale
  • Willow – Artista grafico neopop
Coordina:
  • Laura Varisco - Segreteria provinciale PD MB
Ore 22,00

teatroSpettacolo teatrale
– Il terzo segreto di Satira
  
Il “Renziano” e il “Dalemiano”: ritratti in forma satirica del PD che cambia. Una serata in compagnia del fenomeno comico-satirico che ha sbancato il web con migliaia di visualizzazioni e ha contaminato la Tv. 


Puglia

Storie di paesaggi bellissimi, di mare un po' pulito o un po' lasciato andare, di onde che si infrangono sugli scogli, di boschi curati e freschi nella bellissima foresta umbra e di sterpaglie improbabili davanti a belvedere. Storie di mare mosso e mare calmo, di ottimo cibo e gente antica, di racconti di persone semplici e inconsapevoli di tanta bellezza e di città e uliveti in vendita, storie di mare e viottoli di ciottoli che si inerpicano tra le case. Storie di quiete e caos e di un'Italia che dobbiamo valorizzare di più. Storie di saperi perduti e mestieri che non fanno più vivere abbastanza.

on the road 

venerdì 22 luglio 2016

il voto segreto come garanzia di libertà di coscienza

Il perfetto qualunquismo con cui una serie infinita di incompetenti sentenziano con fare da tifosi che il voto segreto in Parlamento dovrebbe essere abolito ci fa realmente capire quanto la democrazia sia fragile e quanto manchino strumenti culturali di comprensione della complessità. Con calma potremmo studiare un po' di storia, guardare ai sacrifici di chi ha costruito questo fragile equilibrio democratico, guardare alle porte dell'Europa cosa sta succedendo e seriamente: meglio un dubbio in più e una certezza in meno, proviamo ad avere rispetto per le Istituzioni noi per primi, mi pare che nel linguaggio spesso utilizzato online si sia persa questa capacità. Persa la capacità di scrittura, di argomentazione, ma anche la base fondante cioè il dubbio: chiediamoci perché è nato il voto segreto, quando viene utilizzato, e soprattutto prima di scrivere o commentare proviamo a fare un supplemento di ragionamento.  
Qui un interessante articolo che ripercorre la storia del voto segreto, dei dubbi sulla sua legittimità e dei diversi cambiamenti ai regolamenti parlamentari nel corso degli anni. 
Il voto segreto serve - come nel caso di noi elettori che votiamo in modo libero e segreto - per la vera democrazia, per tutelare il diritto alla libertà di coscienza e per permettere ai parlamentari di non essere sottoposti a eventuali ricatti o pressioni esterne di associazioni, lobby e similari, ricordiamo che siamo in un Paese di mafia. Non si rinuncia alla libertà e alla segretezza del voto in senso generale per scadere nel qualunquismo del "io devo per forza sapere". Perché poi?
La cultura democratica è basata su un equilibrio molto fragile non sugli slogan da web o le tifoserie "favorevole-contrario" le scelte sono più complesse, molto più articolate, e penso che sia un vero pericolo per la democrazia il fatto che le persone non siano in grado né di andare a informarsi né di capire la portata effettiva di ciò che accade, per esempio la portata numerica: mi preoccupa il fatto che per la maggior parte dei cittadini il lavoro politico dei nostri rappresentanti sia solo quello che viene trasmesso dai mezzi di informazione e su quello emettono sentenze. Dall'inizio di questa legislatura alla Camera sono state fatte 18.000 e più votazioni e al Senato più di 13.000. Solo pochissimi erano a scrutinio segreto per motivi di coscienza, immagino che tutti coloro che si stupiscono della cosa e si adirano siano ovviamente informati sul contenuto di ciascuna delle altre votazioni palesi a cui potrebbero avere accesso tranquillamente tramite i siti ufficiali di Camera e Senato e la piattaforma Openpolis? Non credo. Non sanno neppure che esistono, ma si scandalizzano per il messaggio passato dai media su quel paio di votazioni segrete di cui viene data notizia. Talvolta neppure per il contenuto della votazione, ma solo per il messaggio così come viene veicolato. 
Peccato che le piccole problematiche delle nostre vite vengono più probabilmente risolte dalle votazioni delle proposte di legge e degli emendamenti in aula votati con voto palese, giorno dopo giorno, nel lavoro costante e quotidiano che viene spesso ignorato dai mezzi di informazione. 

giovedì 21 luglio 2016

Cosa contiene il Decreto Legge enti locali approvato oggi alla Camera




1) 26 milioni di euro in più per i comuni che hanno maggiori difficoltà nel passare dalla logica della spesa storica a quella del costo standard.
2) 136 milioni (in tre anni) ai comuni che vogliono abbattere i vecchi debiti a tasso fisso, che hanno penali scandalose (in media del 20%); queste penali le paga lo Stato.
3) Piano straordinario triennale di stabilizzazione dei precari delle scuole comunali.
4) 80 milioni (in quattro anni) ai comuni che siano stati colpiti da sentenze esecutive (il cui onere sia superiore alla metà del proprio bilancio) relative a tragedie quali crolli di scuole, ecc...per evitare oltre al danno (il dissesto del comune), la beffa (il fatto che i familiari delle vittime non ricevano il giusto risarcimento).
5) Aiuto ai comuni in procedura di pre-dissesto, per evitare che vadano in dissesto. Se durante il piano decennale di riequilibrio emerge un nuovo disavanzo, invece di andare in dissesto possono rispalmare il nuovo disavanzo sullo stesso orizzonte temporale.
6) Azzeramento del taglio per le città metropolitane, che hanno quindi le stesse identiche risorse dello scorso anno.
7) AIuto ai comuni terremotati di Abruzzo, Emilia e Toscana. I tagli che erano stati sospesi negli ultimi anni, non si applicano tutti in una volta, ma gradualmente in 4 anni a partire dal prossimo.
8) Sblocco del turn over per i comuni sotto i 10 mila abitanti (che erano maggiormente danneggiati dal limite del 25%). Per loro il turn over triplica, passando al 75%. Più possibilità di assunzioni.
9) 148 milioni in più alle province per il 2016: 100 milioni per manutenzione straordinarie strade, 48 milioni per manutenzione ordinaria di strade e scuole.
10) Se un sindaco aveva tagliato la spesa per acquisti più di quanto avesse tagliato la spesa del personale, paradossalmente violava una regola (quella di far diminuire il rapporto spesa personale/spesa corrente), soffrendone tutte le conseguenze negative. Ora questa assurdità è stata eliminata.
11) Su 8 mila comuni, solo 138 hanno sforato il Patto di Stabilità nel suo ultimo anno di vita (il 2015). Cancellare completamente le sanzioni sarebbe stato ingiusto per gli altri 7862. Però era sensato intervenire: sono state escluse le spese sostenute per edilizia scolastica, e la "multa" è stata ridotta del 70%.

venerdì 8 luglio 2016

Presentazione legge per la musica dal vivo lunedì alla Camera

Lunedì 11 luglio, alle ore 14.30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, avrà luogo la presentazione della proposta di legge di "Delega al Governo per la disciplina delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo"per rendere più avanzata e specifica la normativa di un settore chiave dell'industria musicale e discografica italiana.

La proposta si pone l'obiettivo di favorire l’adozione di una legge quadro che garantisca la musica popolare contemporanea e razionalizzi tutte le norme in materia di organizzazione e gestione dello spettacolo dal vivo. L'intento è quello di fornire agli artisti, agli operatori e alle associazioni tutti gli strumenti normativi per generare maggiore creatività e ricchezza musicale: dal tax credit per gli investimenti, alla semplificazione dei processi amministrativi, ai finanziamenti agevolati per ammodernare le attrezzature, al riconoscimento della musica, senza distinzioni di sorta, quale leva culturale fondamentale per il Paese.

Alla conferenza stampa prenderanno parte, tra gli altri, Roberto Rampi, deputato Pd in commissione cultura, Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, Luca Fornari, Vicepresidente Audiocoop,

Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica, Federico Amico, Vicepresidente ARCI, Mario Limongelli, Presidente Produttori Musicali Indipendenti e Sergio Cerruti, Vicepresidente  dell'Associazioni Fonografici Italiani.
E’ prevista inoltre la partecipazione di Noemi, Amedeo Minghi, Massimo Di Cataldo.

giovedì 7 luglio 2016

Ci sarà una nuova vita per Chinyery in questa Europa?

Penso alla vita triste del povero Emmanuel, un uomo che dopo aver perso i genitori ed una figlia di 2 anni sotto i colpi del terrorismo in Nigeria, è riuscito ad arrivare in Italia dopo aver attraversato la Libia a piedi. Nel tragitto è stato derubato e picchiato, e la traversata è costata la vita al loro bambino perché la compagna Chinyery, 24 anni, ha avuto un aborto. Quando finalmente sono arrivati in Italia sono stati ospitati nel seminario vescovile di Fermo. Il parroco Don Vinicio Albanesi, presidente dell'associazione Caritas in Veritate che si occupa di accoglienza dei migranti, aveva celebrato per loro un matrimonio rituale pur non riconosciuto dallo Stato italiano in quanto i due erano richiedenti asilo. 
Emmanuel è stato aggredito ed ucciso da un ultras già noto alle forze dell'ordine per eversione e fascismo, perché ha istintivamente difeso la compagna apostrofata "scimmia africana" e strattonata per strada. 
Penso alla giovane donna che dopo essere scappata dalla sua casa e dal suo Paese e aver perso una bimba e il bambino che portava in grembo si è trovata in un Paese nuovo, con lui. Senza ancora conoscere la lingua, con tante piccole difficoltà quotidiane da affrontare insieme perché era l'unica persona che conosceva in questo Paese. E piano piano imparando a fidarsi della pace. Un concetto estraneo al Paese da cui provenivano, la tranquillità di poter girare per strada per una passeggiata, di vedere gente diversa, strana ai loro occhi con abbigliamento a cui non erano abituati, con abitudini alimentari nuove, e tutta una cultura da scoprire, ma sapendo che nessuna bomba ti cadrà sulla testa, che nessuno si farà esplodere in una piazza, e sapendo che da quel nuovo territorio estraneo e così diverso stava ripartendo il loro futuro e la loro vita. Loro, finché un uomo italiano adulto e fino a prova contraria in grado di intendere e di volere non ha dato spazio alla violenza sfogando rabbia su Emmanuel dopo aver definito scimmia la giovane donna. Ora Chinyery è sola al mondo, perché in Italia non conosce ancora nessuno. Chissà se saprà perdonare quello che le è stato fatto, e se troveremo il modo di aiutarla ad andare avanti. 
In questo momento bisogna fare delle scelte nelle nostre coscienze: vogliamo che questa deriva razzista predomini anche in Italia? Siamo tutti responsabili quando incitiamo all'odio, spingiamo un bambino o un adolescente a diffidare del diverso, e ne siamo responsabili ogni volta che spingiamo perché sia costruito un muro invece di un ponte, ogni volta che consentiamo che l'insulto "scimmia" sia un normale modo di apostrofare l'altro. La morte di Emmanuel è il risultato di un clima di odio razzista e di xenofobia alimentati da specifiche retoriche politiche che conosciamo molto bene, che ascoltiamo ogni giorno attraverso in media e che forse stiamo facendo troppo poco per combattere.

Dedicata a tutte le donne africane che sono venute in Italia cariche di speranza verso l'Europa e a cui sono stati tolti i sogni, in qualunque modo ciò sia avvenuto, Ebano:





lunedì 4 luglio 2016

Matteo Renzi: "se vogliamo davvero affermare una dinamica diversa nelle relazioni dobbiamo fare un primo passo noi"


“Dico a Enzo De Luca che ho condiviso larga parte del suo intervento, non le parole su Virginia Raggi che merita il nostro augurio di buon lavoro”.

“Il fatto che altri non usino lo stile che noi utilizziamo deve far riflettere loro – ha aggiunto Renzi – e se vogliamo davvero affermare una dinamica diversa nelle relazioni dobbiamo fare un primo passo noi”.
L'indiscusso rispetto per le donne del nostro premier che si indigna con De Luca per aver definito la Raggi "una bambolina". Perché non si usano due pesi e due misure, e il rispetto non ha colore politico ma è dovuto innanzitutto alla donna in quanto tale e al ruolo politico in modo indipendente dal genere. 

Il rispetto dovuto alla nostra ministra Maria Elena Boschi è dovuto a tutte le donne, giovani o anziane, belle o brutte, che facciano politica o meno. La discriminazione di genere è un pericolo della nostra società e un ostacolo per la partecipazione attiva delle donne alla vita pubblica, riconoscerlo e prevenirlo con un linguaggio rispettoso non è dovuto all'appartenenza politica della donna in oggetto ma è la base della parità di genere nel nostro Paese. 


martedì 28 giugno 2016

Intervista di Radio Radicale all'on. Roberto Rampi sulla riforma costituzionale

Giornalista: Siamo con Roberto Rampi del Partito Democratico, membro della Commissione Cultura di Montecitorio e iscritto al Partito Radicale per parlare di riforma costituzionale. Lei ha dichiarato in più di un' occasione che voterà sì al referendum costituzionale dopo averlo fatto in Aula. Perché crede in questa riforma che molti criticano e considerano autoritaria?


On. Rampi: Ci sono diversi elementi; intanto c'è un fatto di coerenza nel senso che credo che tutti noi che abbiamo lavorato in Aula anche per modificare questa riforma assumendoci delle responsabilità per introdurre dei cambiamenti, quando alla fine abbiamo scelto di votare un testo definitivo - che aveva raccolto anche molte delle modifiche da noi volute - a questo punto non possiamo che assumerci la responsabilità del testo come è uscito e quindi sostenerlo anche nel Paese perché non è che uno porta a casa dei risultati e ottiene dei cambiamenti e dopo abbandona il testo e il prodotto di questa mediazione che è stata costruita, quindi questo è un primo elemento di coerenza. C'è un secondo elemento che credo sia decisivo e che ha molto a che vedere con quello che sta succedendo in tutta Europa: noi siamo di fronte indubbiamente a una crisi della democrazia. Questa crisi della democrazia ha a che vedere con molti aspetti e io da iscritto al Partito Radicale sono particolarmente convinto che abbia a che vedere con quel tema che Pannella ha posto negli ultimi anni che  è quello del diritto alla conoscenza; cioè la democrazia è democrazia non se c'è la possibilità di votare ma se ci sono le condizioni per fare una valutazione consapevole delle scelte che si compiono, e queste condizioni hanno a che vedere con l' informazione, hanno a che vedere con la cultura, con l' istruzione e con la scuola, quindi se non si lavora su questi elementi non è sicuramente una riforma costituzionale che risolve un problema democratico. Eppure la crisi della democrazia è anche una crisi che ha a che vedere con la capacità della democrazia di dare risposte in tempi credibili. In questo senso il bicameralismo come si è realizzato in Italia che aveva un significato nell' immediato post-fascismo, quindi con l' idea in qualche modo di impedire una possibilità di decisione in tempi troppo brevi, troppo veloci che c' era stato durante la dittatura e quindi con una spinta a una necessaria concordia per prendere le decisioni; oggi diventa un problema di democrazia. Cioè produce una democrazia che non decide mai e di fronte a una democrazia che non decide mai il cittadino pensa che non serve a niente andare a votare e sceglie altre vie, sceglie delle scorciatoie;  produrre una democrazia decidente secondo me è una soluzione. Terzo tema, entriamo nel merito: mi sembra che troppi pensino che questo è un referendum che diventa un plebiscito sul Governo, invece non è questo. Bisogna valutare quel testo. Quel testo è un testo secondo me molto moderato, non ha nessun tipo di carattere presidenziale, non ha un rafforzamento dei poteri dell' Esecutivo ed è molto più moderato del testo che ad esempio io condividevo molto e che uscì dalla Bicamerale presieduta da Massimo D' Alema, è molto più moderato del testo che invece io non condividevo perché troppo presidenzialista e troppo secessionista, che pure però sostenne il centrodestra e votò il Parlamento e portò a referendum. Non si capisce perché un elettore di Forza Italia o della Lega che votò quel testo anche al referendum o chi sosteneva il testo di D’Alema non dovrebbe votare questo testo nel merito. Se poi vogliamo giocare con la Costituzione in una lotta politica tutta interna io credo che sia sbagliato, e io conosco personalmente persone che in questo momento votano Movimento 5 Stelle o che in questo momento votano Forza Italia e che voteranno a favore del referendum perché è giusto che sia così. Una riforma costituzionale deve essere di tutti: non deve avere un colore politico e non deve avere una parte.

G: In caso di bocciatura  del referendum il Presidente del Consiglio Renzi ha detto arriverà la troika in Italia. Lei prevede sconquassi in caso di no al referendum? E soprattutto da quello che lei ha detto mi sembra che non condivida la personalizzazione del quesito. 

R: No, io non la condivido sicuramente. Credo che in parte sia un po' involontaria però non la condivido. Io non evocherei la troika. Credo che sicuramente sarebbe una battuta d' arresto per un processo riformatore della democrazia che non nasce col Governo Renzi e che in tanti hanno tentato in tutti questi anni quindi forse è bene dare una conclusione a questo processo sapendo che poi ci si potrà sempre tornare sopra, nel senso che stiamo parlando della seconda parte della Costituzione, non vengono toccati i principi. Esistono forme previste dei padri costituenti per intervenire. Facciamo un passo in avanti poi se ci saranno ulteriori correzioni le farà un sistema rappresentativo delle Regioni e della volontà popolare nazionale con le due nuove camere che secondo me avrà anche più strumenti per intervenire anche sul testo costituzionale in maniera efficace. Però questo voglio dire: noi oggi invece abbiamo esattamente il problema contrario - per questo io non sono convinto dell' evocazione della troika. Anche l'esito della Brexit dimostra che noi oggi abbiamo un conflitto violento tra economia e politica, dove la politica si è indebolita e l' economia si è rafforzata. Noi non dobbiamo usare con i cittadini lo spauracchio dell' economia - perché la troika è quello - dobbiamo dire ai cittadini: date forza alla politica, perché la politica siete voi. Poi scegliete - una volta che avrete una politica in grado di decidere - il Governo che preferite ma con la possibilità che quando qualcuno va a governare si trovi nella possibilità di farlo, che sia il Cinque stelle, che sia Forza Italia, che sia il Centrosinistra. Perché quello che è successo in tutti questi ultimi quasi trent' anni è che chiunque è andato al Governo ha dovuto chiudere il proprio mandato dicendo: non sono riuscito o non ho avuto la possibilità di realizzare quello su cui mi ero impegnato; e questo in democrazia non va bene. 


G: Ringrazio l’on. Roberto Rampi del Partito Democratico che voterà sì al referendum costituzionale di ottobre. 


venerdì 17 giugno 2016

Apprezzamento dal Settore Musicale per la presentazione della Nuova Legge per la Musica, un comunicato di Afi, AudioCoop, Fimi e Pmi congiunto

APPREZZAMENTO DAL SETTORE MUSICALE PER LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA LEGGE PER LA MUSICA

Punti fondamentali: quote per artisti emergenti in radio ed estensione tax credit. 
Milano – 16/06/2016 – Il settore musicale ha accolto unitariamente e con estrema soddisfazione la presentazione alla Camera della proposta di legge Delega al Governo,  per la disciplina delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo.
AFI (associazione fonografici italiani), AudioCoop (coordinamento etichette indipendenti), FIMI (federazione industria musicale italiana che rappresenta principalmente le major) e PMI (produttori musicali indipendenti), hanno espresso forte sostegno all’iniziativa e sollecitano anche il Governo ed il Ministro Dario Franceschini a dare priorità al DDL.
La proposta, che riconosce il ruolo fondamentale delle attività musicali come componenti essenziali della cultura del Paese, è stata presentata da diversi parlamentari a prima firma  di Roberto Rampi e raccoglie molte delle sollecitazioni giunte dalla filiera musicale per il rilancio del settore.
Le disposizioni contenute riguardano la diffusione della musica dal vivo, la promozione del settore, l’estensione del tax credit musica per artisti emergenti anche alle opere terze (oggi  è attivo per le opere prime e seconde) e, non meno importante, la previsione di una quota di riserva per le opere prime e seconde dei talenti emergenti nella programmazione radiofonica nazionale. Obiettivo molto importante per favorire una maggiore presenza di giovani artisti italiani nella rotazione radiofonica, oggi spesso preclusa.
Secondo lo studio “Italia Creativa” pubblicato da Ernst&Young con il supporto di Siae e delle associazioni di settore, l’industria musicale vale nel suo complesso, in Italia, oltre 4,3 miliardi di euro e occupa oltre 160 mila persone, tra le quali la maggior parte giovani.
Il testo di legge è visionabile qui.