sabato 1 ottobre 2016

#SioNo confronto tra il passato e il futuro

Il dibattito Renzi-Zagrebelsky è stato un confronto impari. Il premier preparato, chiaro, preciso ma fruibile dal pubblico, argomenta nel merito, conosce la materia, guarda al futuro con realismo e con la pragmaticità di chi ha fatto l'amministratore locale e affronta giorno dopo giorno i problemi del Paese attivamente e cercando di risolverli. Competente e serio, ha una pazienza infinita nell'ascolto come si fa con gli anziani. Zagrebelsky si fa fatica a seguirlo, ma ci ha ricordato in che mani è stato il Paese in questi anni: confuso, lento e farraginoso, si perde in cavilli, non ricorda neppure cosa ha votato lui a referendum precedenti, parla come se fosse ad un convegno di giuristi o a una lezione universitaria (soporifera) e non si rivolge al pubblico, è impreciso, inesatto, manca di sintesi.
Per un attimo persino il sospetto che Mentana stia perdendo voglia di fare maratone:

Renzi: credo che ora dopo un'ora e mezza possa concordare con me ...
Mentana: veramente sono due ore ... 

"Al passato diciamo grazie, al futuro diciamo sì" è ben rappresentato dalle due personalità a confronto: un dialogo possibile nell'oggi e solo nell'oggi che unisce una visione del mondo dal passato a una dal futuro, lontani e distanti. Guardiamo avanti, con energia e ottimismo al futuro, che non significa per questo rinnegare la memoria ma pensare alla Costituzione non come qualcosa di intoccabile ma come qualcosa di modificabile, in divenire, che ci proietti in Europa e sia la base per un lavoro politico serio ma anche rapido e che risponda ai bisogni dei cittadini nei tempi dell'oggi cioè non approvando leggi dopo 2 o 3 anni di lavoro ma nel rispetto dei tempi reali e realistici di vita delle persone. 


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